Sicurezza
Muore a 29 anni, la Sla se l’è portata via in poco tempo
La diagnosi della malattia risale a circa tre anni fa le sue condizioni si erano rapidamente aggravate
PISA. Una bella ragazza, con tanti amici, mille interessi e un grande amore per il mare. Questo era Costanza Musumeci, 29 anni, uccisa da una malattia che non perdona, la Sclerosi laterale amiotrofica. Occhi sempre sorridenti, cappelli lunghi a incorniciare il viso di una giovane con tutta una vita davanti a sé e che, invece, è morta troppo presto. Il tempo di diagnosticare la malattia, circa tre anni fa, e Costanza rapidamente si era resa conto che di tempo non ne avrebbe avuto ancora molto a disposizione.
Le serate con le amiche a Forte dei Marmi, l’amore per la danza, i selfie pubblicati sui social con le amiche in un istante sono diventati un ricordo. Ogni giorno infatti c’era un segnale nuovo, qualcosa che le ricordava che la malattia stava progredendo rapidamente e che presto l’avrebbe portata via.
E lei, come la descrivono gli amici, non voleva sentirsi prigioniera in un corpo così giovane. Era stato difficile ascoltare le parole dei medici e al tempo stesso rendersi conto che non aveva più tanto tempo davanti a sé. . Ieri mattina la giovane ha avuto una crisi cardiaca mentre era in casa. Respirava con sempre maggiore difficoltà e negli ultimi tempi le sue condizioni di salute erano peggiorate. Nonostante la richiesta di aiuto al 118 per la 29enne non c’è stato niente da fare. È morta sotto lo sguardo disperato quanto impotente dei familiari che in questi anni l’hanno accompagnata nei momenti di difficoltà e l’hanno assistita.
La notizia della morte della giovane ha sconvolto quanti la conoscevano ed erano al corrente delle sue gravi condizioni di salute. Per lei il decorso di un male fortemente invalidante come è la Sla è stato molto rapido, forse perché la 29enne è stata colpita in giovane età. Dolore e silenzio sono state le reazioni delle amiche più vicine e di quanti la conoscevano. E Costanza, fino a quando è riuscita a farlo, aveva evitato di raccontare quello che le stava succedendo. Una volta perse le forze aveva chiesto di restare in casa.
La notizia ha colpito molto anche le famiglie che conoscono il dramma di una grave malattia come la Sla e che, ogni volta che sentono una storia come quella di Costanza, si stringono attorno ai familiari delle vittime di questa malattia. Domani il funerale nella chiesa di Santa Caterina.
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