Il Tirreno

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Famiglie “prigioniere” in golena «Abbiamo avuto tanta paura»

Marco Sabia

Il sindaco: «Edifici presenti già sulle mappe leopoldine. In caso  di emergenza non possiamo  fare altro che prestare soccorso e ricorrere alle evacuazioni»

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FUCECCHIO. Una giornata difficile, dove 200 persone hanno chiamato i numeri messi a disposizione dal Comune per chiedere aiuto e informazioni sulla piena dell’Arno. Sessanta, nel complesso, gli interventi portati a termine sul territorio dalle squadre messe in campo dalla protezione civile tra via di Saettino, Banti, Cavasonno, Macone, Vecchia Empolese e Ponzano. Undici persone – provenienti da via di Saettino – hanno trovato riparo nel centro di accoglienza temporaneo allestito all’interno della palestra delle scuole Pascoli. Tra queste anche un uomo che non voleva venir via di casa perché non sapeva dove riparare i suoi due cani: poi, dopo una “trattativa” è stato possibile affidare i cani ad un’associazione che li ha portati (per il momento) al canile, mentre l’uomo è andato alla palestra. A San Pierino, invece, è stato messo in salvo del bestiame.

Come sempre accade in questi casi ad andare sotto per prime sono state le case in golena d’Arno, cioè quelle che si trovano fra la riva del fiume e l’argine; in Ponzano, ad esempio, per tutta la mattina i residenti hanno continuato con le operazioni di pulizia dei piani terra, che nel momento più critico hanno visto tra i 25 e i 30 centimetri d’acqua. «Nel male – raccontano alcuni residenti – è andata bene, ma abbiamo avuto veramente tanta paura». D’altronde il problema delle piene in golena d’Arno affonda le proprie radici nella storia di questo territorio. E, quando l’Arno si fa minaccioso, non si può far altro che limitare i disagi: «Sono abitazioni – spiega il sindaco Alessio Spinelli – di cui abbiamo traccia addirittura nelle mappe leopoldine, quindi si parla di secoli. È chiaro che, al giorno d’oggi, non sarebbe possibile costruire in aree di questo tipo ma all’epoca le regole erano differenti. Quando il livello si alza non possiamo far altro che prestare soccorso ed evacuare le persone».

Il Comune, da par suo, non può intervenire sui corsi d’acqua e sulla regimazione delle acque, perché sono maxi questioni di responsabilità dell’ente regionale. Anni fa – ma a San Pierino – alcuni residenti chiesero di introdurre nel piano regolatore la possibilità di spostare le cubature delle proprie abitazioni in zone non alluvionabili. Un ulteriore dato, indice della “paura” provata domenica: a chiamare il numero messo a disposizione dal Comune sono state anche persone che risiedono in zone tutt’altro che alluvionabili, come le Cerbaie.

Sempre per indicare quanto l’allerta abbia fatto drizzare le antenne alla popolazione va aggiunto che in 2 due giorni al gruppo Whatsapp del Comune che forniva aggiornamenti sull’allerta meteo, si sono iscritte 130 persone in più. Intanto – tra oggi e domani – i tecnici comunali faranno un sopralluogo al palazzetto dello sport, dove sabato a causa della pioggia che si infiltrava dal tetto è stato necessario rinviare una partita. —

Marco Sabia

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