Il Tirreno

Pisa

calambrone 

L’aiuto della foce “armata”

Francesco Loi

Il canale dello Scolmatore ha potuto contare  anche sui nuovi moli e i fondali  più alti. In corso la progettazione per potenziare struttura e argini

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PISA. «Lo Scolmatore ha sicuramente aiutato, così come la sua nuova foce armata», dice l’assessore alla protezione civile Raffaele Latrofa. Nel pomeriggio di ieri, quando la preoccupazione per la piena dell’Arno era la più elevata, il canale lungo oltre 28 km che va da Pontedera a Calambrone è stato attivato, al pari del bacino di Roffia, nella zona di San Miniato.

Anche nel 2014, quando l’Arno ricolmo d’acqua mise in allarme tutto il territorio almeno quanto in questa occasione, lo Scolmatore venne ringraziato per l’opera svolta. Stavolta c’è stato anche qualcosa in più, ovvero il “debutto” della foce armata del canale. Inaugurata nel maggio di un anno fa, ha permesso di accompagnare e potenziare un po’ la capacità del canale di far defluire il canale. Questo grazie a due moli di 500 metri che entrano nel mare e allo scavo dei fondali nel tratto finale a -3.5 metri, laddove prima lo Scolmatore veniva ricordato solo per i suoi problemi di insabbiamento.

Quanto abbia inciso di preciso e come abbia lavorato la nuova opera sarà verificato dai tecnici nei prossimi giorni, una volta tornate le acque a livelli normali. Peraltro è lo stesso governatore Enrico Rossi a sottolinearne l’apporto: «Rispetto al 1992 abbiamo più strumenti per affrontare le criticità. È stato realizzato il bacino di Roffia, con una capacità di 5 milioni di metri cubi. E lo Scolmatore è stato ripulito e la sua foce risagomata, consentendo un riflusso dell’acqua di oltre 550 metri cubi di acqua al secondo, che può essere spinto anche oltre».

Secondo i tecnici, infatti, la portata può arrivare ora anche a 7-800 metri cubi di acqua al secondo. Ancora non al cento per cento di quanto previsto dal disegno originale del canale. Comunque si tratta di un contributo in più ottenuto grazie al primo lotto dei lavori. Un’opera di sicurezza idraulica da 10 milioni di euro, finanziati per 3.5 milioni con fondi regionali, per 4.5 con fondi statali e per 2 con risorse dell’Autorità portuale. Il progetto, realizzato dalla società Sales di Roma, è stato gestito dalla Regione Toscana attraverso la Direzione Difesa del Suolo e Protezione Civile-Genio Civile Valdarno Inferiore e Costa.

Per portare lo Scolmatore alla potenza più alta sono necessari altri due lotti di lavori che riguardano il rifacimento degli argini, ulteriori dragaggi, i lavori agli affluenti e l’impianto di trattamento dei fanghi.

È in corso la progettazione esecutiva del secondo lotto, per un importo di 14 milioni di euro. Il suo compito principale è quello, lavorando sulle arginature tra Aurelia e Faldo, di avvicinare la portata di 1.400 metri cubi al secondo. Sarebbe la sicurezza pressoché totale per i territori a valle di Pontedera fino al mare. —

Francesco Loi

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