Famiglie costrette a lasciare le proprie case per il rischio esondazione
A Cascina è stata fatta evacuare tutta la golena d’Arno. Altri sgomberi a Ponticelli e a San Donato (nel comune di Santa Maria a Monte)
PontederA. Una domenica da paura: a Cascina nel pomeriggio 32 famiglie che hanno case nella golena dell’Arno vengono allontanate per precauzione dalla protezione civile. Canali, fiumi e corsi d’acqua sono sorvegliati speciali. L’ondata di piena dell’Arno, attesa su Pisa e provincia, non raggiungeva livelli simili da almeno 20 anni. La paura si legge negli occhi dei cittadini ma anche degli amministratori e di chi fa parte dell’imponente macchina dei soccorsi, dalla protezione civile ai vigili del fuoco, a forze dell’ordine, polizia municipale, dipendenti comunali e un esercito di volontari pronto a intervenire dove c’è da chiudere le strade, presidiare ampi tratti di golena d’Arno, come a La Rotta e al Botteghino, dove l’acqua già di mattina allaga gli orti e costringe i cittadini a mettere in salvo animali da cortile e cani. La polizia idraulica rinforza gli argini con i sacchini, le auto nella zona del parco fluviale vengono fatte spostare. A Pontedera il personale del battaglione della celere, che doveva essere impiegato nei servizi di ordine pubblico allo stadio “Mannucci”, resta a disposizione per l’emergenza. La partita tra la formazione di casa e il Lecco viene infatti rinviata. Nel primo pomeriggio infatti il sindaco Matteo Franconi chiude (per tutta la durata dell’allerta di colore rosso, quindi fino a questa sera) centri di ritrovo, scuole, biblioteca comunale, impianti sportivi, ludoteca, parchi pubblici, cimiteri e centri anziani. Anche la partita in programma nel campo della Stella Azzurra con la Butese viene bloccata quando mancano pochi minuti alla fine del primo tempo.
Appena si diffonde la notizia dell’ordinanza, al centro operativo comunale della protezione civile cominciano ad arrivare telefonate allarmate da parte dei cittadini. C’è chi si chiede se lo Sporting organizza la tombola come previsto e se gli spettatori del cinema Agorà sono al sicuro. Il Coc, nello stesso edificio del distaccamento volontario dei vigili del fuoco, resta aperto ad oltranza. L’ordinanza riguarda gli spazi pubblici e viene emessa, con un effetto a cascata a mano a mano che vengono chiusi i ponti sull’Arno, anche a Calcinaia e a Cascina e in altri comuni come Ponsacco. Tutti i Coc sono aperti con gli amministratori comunali pronti a metterci le tende fino a quando non sarà passata l’ondata di piena. Sono piogge che lasciano il segno. Un tratto della Strada di Patto a Pontedera viene chiuso al traffico: si è venuta a creare una buca profonda circa 15 centimetri. Poco distante da Ponsacco chiude al traffico - lo anticipa il comandante della Municipale, Andrea Gazzotti - via Maremmana, invasa dall’acqua. L’Era raggiunge livelli preoccupanti ma finisce nei campi, senza creare danni.
I vigili del fuoco intervengono a Perignano, a Vicopisano, principalmente per rimuovere alberi sulla strada, a Lari (per una frana a Sant’Ermo) e a Palaia (a Chiecinella), sempre per alcuni smottamenti. Al Ponte alla Navetta, sul lato di Calcinaia, nella notte si registrano nuovi smottamenti nell’area della grande frana che alcuni anni fa aveva costretto a chiudere la strada provinciale. Altri osservati speciali sono i ponti. Calcinaia già di primo pomeriggio chiude quello del Ponte alla Botte, così come l’altro sull’Emissario in via Giovanni XXIII. I ponti di Lugnano e Zambra, a metà tra Cascina e Vicopisano, restano aperti. Il livello dell’Arno anche a San Casciano non sembra preoccupare. Ma è necessario lo sgombero delle famiglie che abitano nella golena dell’Arno, lo chiede la prefettura per tutti i Comuni interessati dall’emergenza. Gran parte dei dipendenti comunali – come spiega il sindaco reggente di Cascina Dario Rollo – è al lavoro, insieme a carabinieri, polizia e protezione civile. Le famiglie in situazione di emergenza vanno in case di amici o familiari, oppure vengono albergate a spese del Comune. Nel pomeriggio anche nel comune di Santa Maria a Monte 5 famiglie devono lasciare le loro case troppo vicine all’Arno, due a Ponticelli e tre nella zona di San Donato. I timori e i ricordi sono legati al 1966, impossibile da dimenticare. Intanto le ore scorrono. Lo Scolmatore in poco tempo supera il primo livello di guardia, fissato a 5,5 metri, e sta raggiungendo i 6 metri. —
Sabrina Chiellini
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