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Pisa

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Altolà delle minoranze alle scuole statalizzate

Sara Venchiarutti
Altolà delle minoranze alle scuole statalizzate

Contestata l’iniziativa del Comune per gli istituti Agazzi Montessori e Calandrini: «È solo un taglio dei costi»

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pisa. C’è preoccupazione per la proposta della giunta Conti di statalizzare tutte le scuole dell’infanzia comunali.

La denuncia arriva dai gruppi consiliari di Pd, Movimento Cinque Stelle e Lista Diritti in Comune, che si sono pronunciati contro un provvedimento considerato dannoso per le politiche scolastiche del Comune. Ad essere coinvolti sono gli istituti Agazzi, Montessori e Calandrini, per un totale di 9 sezioni con circa 20 studenti a classe. Il piano di statalizzazione era stato annunciato dall’attuale amministrazione in seguito alla soppressione della sezione “3 anni” della Agazzi.

Il costo delle scuole dell’infanzia, che ammonta ad un milione di euro, andrebbe così allo Stato, con il passaggio intermedio alla Regione. «Dietro a questa operazione c’è la volontà di risparmiare risorse in un settore delicato come l’istruzione, ma non senza conseguenze», sostiene Federico Oliveri di Diritti in Comune. «Ad essere in pericolo - aggiunge - non è solo il bagaglio pedagogico delle scuole comunali, che da tempo hanno costruito in autonomia dei percorsi didattici particolarmente qualificati, ma anche le professionalità delle maestre, dipendenti comunali che, nel caso della cessione statale degli asili, andrebbero a ricoprire incarichi di tutt’altra natura. Alla perdita di questo patrimonio didattico-pedagogico si aggiunge anche il problema delle lavoratrici in appalto addette ai servizi ausiliari, che perderebbero il lavoro». Concorde anche Olivia Picchi del Pd: «In Comune non si sapeva nulla di questa decisione, tutt’altro che secondaria perché stabilisce il ruolo del Comune nell’educazione dei bambini. La scelta di statalizzare le scuole d’infanzia dimostra un disinteresse totale verso la cultura e l’educazione dei bambini. Ci sembra che l’unico interesse sia recuperare un milione di euro che, stando alle affermazioni dell’assessore alle politiche scolastiche Sandra Munno, verranno usate per servizi pre e post scuola, anche se è tutto molto vago».

Ma la questione presenta anche altri aspetti da capire, dal momento che la disponibilità del ministero a farsi carico delle 9 sezioni pisane non può essere data per scontata. È proprio questo il principale timore espresso dai gruppi consiliari, anche dopo il caso della scuola Agazzi. «Quale sarà - si chiedono - il destino delle scuole se la statalizzazione, dopo essere passata alla Regione, non venisse accolta?». I gruppi consiliari chiedono non solo una risposta netta da parte dell’assessore Munno, ma anche un consiglio comunale urgente in cui si proporrà di ritirare la statalizzazione. E anche la Regione sarà chiamata a prendere posizione sulla vicenda. —

Sara Venchiarutti

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