Sicurezza
Leopolda, oltre 50 associazioni contro le scelte del Comune
Si muovono le realtà della Stazione dopo l’azzeramento del contributo «Nessuna volontà di contrapposizione, ma vogliamo proseguire le attività»
PISA. La Leopolda non ci sta dopo l’azzeramento del contributo comunale. Dice no all’alternativa Sms alle Piagge e, di fronte all’intenzione della giunta Conti di trasferirvi il mercato ortofrutticolo, è pronta semmai condividere gli spazi della Stazione. Ma soprattutto le oltre cinquanta associazioni che ne fanno parte vogliono difendere il patrimonio rappresentato dalle attività che svolgono da anni.
La scelta del Comune di non corrispondere alcun contributo «scarica sul tessuto associativo il peso del canone di affitto 2019, pari a 103mila euro. Questa decisione, comunicata nel mese di ottobre in occasione del primo incontro concesso nel 2019 alle associazioni, rappresenta un ulteriore pugno nello stomaco dopo le notizie circa la possibilità di trasferire nuovamente il mercato ortofrutticolo alla Leopolda e l’ipotesi di mettere in vendita il complesso immobiliare», è la posizione presa in una nota.
Le associazioni «non intendono cercare una contrapposizione con l’amministrazione comunale, desiderano semplicemente proseguire attività e progetti. La ginnastica adattata per persone con alta disabilità, i corsi di danza, le prove teatrali, i giochi da tavola, i progetti didattici svolti in collaborazione con gli istituti scolastici, le conferenze sulle tradizioni storiche, rappresentano alcuni esempi delle numerose attività che le associazioni, i gruppi informali e le altre espressioni del tessuto cittadino svolgono quotidianamente alla Leopolda. Il calendario di utilizzo dei locali è vicino alla saturazione. Con esclusione del periodo estivo, ogni settimana il salone storico accoglie eventi differenziati e partecipati, in un sistema in grado di generare rilevanti ricadute economiche e occupazionali».
Secondo i concessionari, «la Leopolda non è un semplice spazio fisico, è un contesto progettuale, considerato un esempio virtuoso di gestione partecipata di spazi pubblici. Risulta quindi difficile comprendere la ragione per cui il Comune consideri la Leopolda un problema». Poi una sorta di mano tesa: «Se l’amministrazione desidera offrire una collocazione al mercato settimanale di Campagna Amica o ai produttori locali è possibile trovare una soluzione adeguata che valorizzi le rispettive attività (ci permettiamo di ricordare che in seguito al trasferimento del mercato dalla storica sede del Consorzio Agrario, la Leopolda e la Coldiretti stipularono una bozza di accordo, rimasta in sospeso in attesa di conoscere gli esiti delle elezioni amministrative 2018)».
Su un punto le realtà della Leopolda sono decise: «L’ipotesi di trasformare il centro Sms in un contenitore per le sedi delle associazioni non costituisce una soluzione alternativa: può eventualmente essere un’ipotesi integrativa per le associazioni che desiderano uno spazio esclusivo. Riteniamo inoltre opportuno suggerire una riflessione sulle questioni poste dai dispendiosi interventi necessari per adattare gli stabili alle nuove destinazioni d’uso, dai vincoli collegati alla tutela del patrimonio storico ed architettonico e dal rispetto degli impegni che hanno permesso al Comune di Pisa di ottenere i finanziamenti per il recupero della Leopolda, del centro Sms e degli altri beni immobili di pregio».
Dopo aver saldato il debito pregresso, le associazione avvieranno nei prossimi giorni una nuova campagna di sensibilizzazione. «La Leopolda - concludono - è un bene collettivo, che merita di essere difeso». —
Francesco Loi
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