Il Tirreno

Pisa

alcol e droga a minorenni 

Studentessa finita in coma spacciatore sotto processo

P.B.
Studentessa finita in coma spacciatore sotto processo

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pisa. Nessun rito alternativo. Il pusher che cedette una dose di eroina e cocaina a una studentessa visibilmente ubriaco è stato rinviato a giudizio dal gip Donato D’Auria accogliendo la richiesta del pm Sisto Restuccia.

Ahmed Nousaier, 29 anni, tunisino, in carcere da agosto, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, comparirà davanti al secondo collegio del Tribunale a fine febbraio. Deve difendersi dalle accuse di cessione di sostanze stupefacenti aggravata dalla minore età della ragazza e per lesioni come conseguenza di altro reato. Dopo aver assunto droga una sere di metà agosto sul lungarno Pacinotti, la 16enne si sentì male quasi subito finendo in coma e ricoverata in rianimazione per un lungo periodo.

La proposta di patteggiare una pena di poco al di sotto dei due anni con la condizionale era stata respinta la scorsa settimana da Procura e gip. Troppo bassa per i fatti contestati al tunisino, senza fissa dimora, che vive da borderline alimentando il mercato dello spaccio nelle aree della movida. Dopo settimane di ricovero tra rianimazione e corsia, la ragazza è tornata a casa e ora sta bene. La famiglia della studentessa si è costituita parte civile ed è assistita dall’avvocato Flavio Costamagna.

Nousaier aveva ammesso subito dopo essere stato arrestato di aver ceduto la droga alla studentessa che poco prima aveva fatto il pieno di shottini al pub Amani in lungarno Mediceo. Era in lungarno Pacinotti con due amiche, anche loro nelle stesse condizioni della sedicenne, quando incrociò lo spacciatore tra le auto in sosta. Anche lui stava assumendo cocaina al momento di essere avvicinato dal trio.

«Sì, le ho dato la droga. La stavo sniffando per conto mio e lei con le sue amiche ha insistito. Non ho voluto soldi. Era la prima volta che la vedevo e non sapevo certo che fosse minorenne. Dall’aspetto non era affatto evidente» è sempre stata la difesa dell’immigrato al momento dell’udienza di convalida dell’arresto.

Che le tre ragazze fossero in uno stato di alterazione palese avrebbe dovuto dissuadere il tunisino dall’offrire droga al trio di amiche.

È una contestazione che nell’ipotesi dell’accusa aggrava il comportamento del nordafricano al momento di cedere, a suo dire senza ottenere soldi in cambio, la dose che poi ha provocato il malore capace di mandare in coma la studentessa. —

P.B.

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