Il Tirreno

Pisa

il ritratto 

«È un ingegnere e scienziato con un valore aggiunto in più»

Luca Fanucci, docente dell’Università di Pisa
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Luca Fanucci, docente dell’Università di Pisa

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Pisa. «Davide è anzitutto un ingegnere, un programmatore e uno scienziato. Quando è arrivato qui a Pisa lavorava a un sistema per consentire ai non vedenti di riconoscere gli oggetti. Sono io che l’ho indirizzato sul riconoscimento vocale». Luca Fanucci, docente di elettronica nel dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, è a capo del team di ricerca che ha dato vita all’app “CapisciAMe” sviluppata da Davide Mulfari, ricercatore 34enne affetto da disartria a causa di una paralisi cerebrale.

Fanucci è un esperto di tecnologie assistive ed è delegato all’integrazione degli studenti e del personale con disabilità. «Stando a fianco e lavorando insieme a persone che soffrono di disartria – spiega – si prende consapevolezza del fatto che il nostro cervello permette di capirli. Da questa considerazione abbiamo pensato di far apprendere e riconoscere le parole anche all’intelligenza artificiale. Ma per ottenere risultati ancora migliori occorre avere più voci perché l’algoritmo lavori bene. Per questo l’app è pensata tanto per essere già da adesso uno strumento vocale a misura di disabile quanto per ricevere le donazioni di voci». E per farlo infatti basta scaricare l’app e registrare la propria voce. Questa viene inviata ad un server che i ricercatori usano per istruire “CapisciAMe”.

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E qui entra in gioco Mulfari. «In questo specifico settore è indispensabile avere l’aiuto e la collaborazione degli utenti – sottolinea Fanucci –. Sono loro che dettano le regole e che poi usano e valutano la tecnologia che mettiamo loro a disposizione. Davide, per sua stessa natura, da questo punto di vista è un valore aggiunto: è lui a curare la raccolta e a lavorare sul server. Grazie a lui tutto il team può far avanzare la ricerca. Ma attenzione: non sta lavorando per se stesso, ma per gli altri». —

G.B.
 

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