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La missione del padre di Leonardo dopo la tragedia: "Nelle scuole a insegnare la guida sicura"
Il papà dello studente morto a luglio è il testimonial di una campagna per comunicare la prudenza in sella alle moto
Il pomeriggio del 16 luglio Federico Giordani ha ricevuto la peggiore condanna che un genitore possa subire. Una sentenza senza appello che lo ha privato del figlio, Leonardo, 17enne, vittima di un incidente stradale dalla dinamica incerta e con la presunta responsabilità di una fantomatica moto vista e poi sparita dal luogo della caduta mortale.
Da quel giorno Federico Giordani, con la moglie Stefania al suo fianco, è diventato un simbolo. Un testimonial autentico e diretto che va nelle scuole e insegna, senza salire in cattedra in senso accademico, cos’è la sicurezza stradale. E la sua platea di ascoltatori è quella che per età ed esuberanza giovanile è la più indicata per ricevere esempi e consigli.
Dopo le “lezioni” all’istituto Da Vinci, frequentato dal figlio Leonardo, e al professionale Fascetti, Giordani, ingegnere Enel, sabato porterà il suo contributo all’istituto alberghiero Matteotti. «Sto facendo questa cosa nelle scuole anche per non pensare sempre a quel giorno» spiega al Tirreno il papà di Leonardo che il 16 ottobre avrebbe compiuto 18 anni.
«Nell’ultimo incontro al Fascetti ho incontrato dei ragazzi splendidi, interessati e partecipi – è il commento del papà di Leonardo –. Con loro ho condiviso riflessioni ed esperienze reciproche, raccontando di Leonardo e Gabriele Maltinti (altro ragazzo deceduto in seguito a un incidente stradale, ndr), tutto finalizzato ad accrescere il fattore comportamentale della sicurezza stradale. Due ore belle, intense».
Non è solo un padre sopravvissuto a una tragedia da lasciare sgomenti in eterno, l’ingegner Giordani. La sua presenza nelle scuole ha la forza vitale di un genitore che vuole evitare tragedia come quella che si è portata via suo figlio. Quella di chi sta vivendo sulla propria pelle cosa significa perdere un figlio sulla strada.
Con una lacerazione ulteriore nel caso di Leonardo. Era appassionato di moto, ma in sella era uno che guidava rispettando le regole. Nessun azzardo. Il rischio c’era sempre per chi si muove sulle due ruote. Lui lo affrontava con lo scrupolo di chi non cerca l’adrenalina della manovra spericolata.
Questo era Leonardo, scomparso a una manciata di mesi dal raggiungere il traguardo della maggiore età. Un incidente dall’origine ancora oscura sul quale il magistrato Miriam Pamela Romano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo stradale.
In Procura è stata depositata la consulenza del perito, ma a livello di indagini non si trova la moto nera e chi la guidava, avvistata in zona al momento della caduta di Leonardo dalla sua Vespa. Una morte senza un perché. —
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