Attenzione
Fondato nel 1214, un riferimento per molti fedeli
Fino a qualche tempo fa, prima che l’area diventasse pericolosa anche per la sola fruizione per piccole cerimonie religiose, l’Eremo di Rupecava era visitato dai fedeli almeno due giorni all’anno: le celebrazioni della Madonna, l’8 settembre e il 14 agosto, per la "festa del voto" con la quale ricordare - e ringraziare la MAdonna - lo scampato pericolo dal terremoto che colpì questa zona senza fare vittime nel 1846. La fondazione del monastero - di cui le immagine in questa pagina (foto servizio Renzullo/Muzzi) mostrano l’assoluto degrado e abbandono - risale al 1214. Si dice che il complesso monastico agostinano abbia ospitato lo stesso Sant’Agostino. Il declino comincia sul finire del Settecento ma nella chiesa di Rupecava si continua a dire messa. Almeno per tutto l’Ottocento fino alla morte dell’ultimo officiante noto. E siamo ai primi del Novecento. Lo racconta in un suo scritto l’allora parroco Giovanni Paolo Benotto, oggi arcivescovo di Pisa, autore di un volume dedicato a Rupecava (Rupecava, alle radici della memoria, edito per la prima volta nel 1997) che ne ricostruisce la storia e anche le più recenti incursioni di vandali che ne hanno segnato lo stato di degrado attuale.
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