Gioco
Le università di Pisa sono in cerca di spazi per il loro sviluppo
«Abbiamo bisogno di collaborare con le istituzioni per una crescita armonica». Nuti (Sant’Anna): solo facendo sistema possiamo essere “La città del talento”
PISA. La città del futuro passa anche per le esigenze di espansione e di nuovi spazi delle tre università. Un tratto e una richiesta comune che esce dal confronto agli Arsenali Repubblicani. «L’Università non può prescindere dal rapporto con il territorio. Ricordo che l’Ateneo possiede quasi duecento immobili nel centro di Pisa. Ma ora ha bisogno di spazi per lo sviluppo, con strutture adatte per didattica e ricerca», dice Walter Salvatore, prorettore all’edilizia che ha portato di saluti del rettore Paolo Mancarella. «Tutto questo - prosegue il prorettore - prevede che l’Ateneo non usi la città, ma che si sviluppi in maniera armonica. Peraltro abbiamo bisogno di collaborare sui problemi del territorio mettendo a disposizione le nostre competenze, penso alle scienze applicate».. Anche Augusto Sagnotti, prorettore all’edilizia della Normale, sottolinea come la sua Scuola, «che ha il privilegio di operare in alcuni dei palazzi», si trovi a far fronte «a problemi di spazi: siamo arrivati al limite della capienza e dunque speriamo in una contenuta espansione».
Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna, è in carica da sei mesi. «Il primo obiettivo - dice - è stato rinsaldare le relazioni tra le università di questa città. Infatti solo se facciamo sistema possiamo diventare “La città del talento” come mi piace dire. Insieme al sistema universitario, lo sviluppo si può conseguire solo collaborando con le istituzioni, a cominciare dal Comune. Vorrei che questa logica di sistema fosse un obiettivo». Le rettrice fa notare, a proposito di connessioni territoriali: «Sono contenta del piano strutturale Pisa-Cascina, ma penso anche agli altri comuni vicini al capoluogo: noi abbiamo sedi a Pontedera e San Giuliano».
Sull’esigenza di un raccordo complessivo, che chiama in causa le varie realtà cittadine, Nuti fa un esempio efficace: «Penso ad un nostro ragazzo che viene in bici dalle periferie verso il centro e che ad un certo punto vede interrompersi la pista ciclabile che sta percorrendo».
Lo sviluppo della Scuola Sant’Anna è già cominciato: «Stiamo iniziando a costruire il nuovo polo alla Fontina, al confine con Pisa. Alla fine del mio mandato saranno aperte le porte, serviranno almeno cinque anni di lavori. Altro problema è la tempestività: i tempi della burocrazia sono molto lunghi e per vedere autorizzato un nuovo laboratorio sono necessari troppi passaggi. Ma se non si mettono i nostri ricercatori nelle condizioni giuste per lavorare - conclude la rettrice - stiamo perdendo una battaglia per tutti». —
F.L.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
