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L’ultimo saluto a Bodei nel cortile della Sapienza

L’ultimo saluto a Bodei nel cortile della Sapienza

La città piange il filosofo. Iacono: «Sapeva una incredibile quantità di cose» Fontanelli: «Nei miei anni da sindaco è stato un suggeritore prezioso di idee»

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Pisa. La città piange il suo filosofo. La scomparsa a 81 anni di Remo Bodei, professore emerito dell’Università di Pisa, a lungo docente di Storia della Filosofia nell’ateneo pisano e alla Scuola Normale Superiore, ha suscitato grande commozione in tutti coloro che nei lunghi anni della sua carriera avevano auto modo di incontralo. I funerali del professore si svolgeranno stamani alle 11.30 nel cortile del Palazzo della Sapienza o, in caso di pioggia, nell’Aula Magna storica.

Studioso di fama internazionale, è stato allievo di Ernst Bloch e Karl Loewith. Si è occupato di teoria delle passioni, di modelli della coscienza e di problemi legati alla memoria, all’identità individuale e collettiva. Nato a Cagliari nel 1938, il professor Bodei ha iniziato la sua carriera di docente alla Scuola Normale nel 1969 e dal 1971 ha insegnato Storia della filosofia all'Università di Pisa fino al 2011. Dal 2006 è stato professore all'Università della California a Los Angeles. Dal 1984 al 1987 ha ricoperto la carica di direttore del dipartimento di Filosofia, dove è stato anche coordinatore del dottorato in Discipline filosofiche. Nell’anno accademico 2011/2012 è stato nominato professore emerito.

L’ateneo di Pisa ha pubblicato sul proprio sito web il ricordo di Bodei scritto dal collega e amico Alfonso Maurizio Iacono. «Conoscevo Remo sin da quando ero studente e lui giovane professore incaricato. Era l’epoca del ’68 - scrive Iacono - . Remo apparteneva a quel giro di giovani studiosi, per lo più normalisti, che si erano formati, direttamente o indirettamente, con un professore che non arrivai mai a conoscere, ma il cui fascino aleggiava ancora tra le mura del vecchio Istituto di Filosofia e i bar lì intorno, Arturo Massolo, siciliano». Ed ancora: «Hegel appunto. È stato il filosofo di Remo, non solo perché ha scritto libri importanti sul suo pensiero e lo ha tradotto, ma anche perché, per come ho visto e vedo la sua ricerca, Hegel è colui che gli ha dato quel respiro vasto con cui trattava temi e argomenti filosofici che lo ha sempre contraddistinto».

«Remo non spaziava solo tra i diversi saperi senza perdere la centralità del pensiero filosofico, ma passava anche, per così dire, tra i saperi alti e i saperi bassi, tra la filosofia e il senso comune nel solco di quella tradizione che da Vico arriva fino a Gramsci - continua il professor Iacono - . Quello che mi ha sempre colpito di lui è stato il straordinario e spesso spiazzante coacervo tra un’erudizione sterminata e una convivialità e una disponibilità nel parlare quotidiano e nelle relazioni con gli altri, che a volte mi sono chiesto se talvolta, delicatamente e indirettamente, non volesse quasi farsi perdonare dal suo interlocutore dell’incredibile quantità di cose che sapeva».

Forte il legame di Bodei con l’ex sindaco e onorevole Paolo Fontanelli: «La scomparsa di Remo Bodei mi addolora profondamente. E’ una perdita enorme per la cultura italiana, e non solo. Ma al di là della valutazione, che non spetta a me, sulla sua forte influenza innovativa nella filosofia contemporanea, sento la perdita sul piano dei rapporti umani e su quello del rapporto con la nostra città. Nei miei anni da sindaco di Pisa Remo Bodei è stato un suggeritore prezioso di idee e problemi da affrontare. Il suo contributo di visione per far crescere culturalmente la nostra città non è mai venuto meno. Remo ci mancherà molto, con i suoi interventi, i suoi scritti, i suoi consigli. E soprattutto con una visione globale del mondo e dei suoi cambiamenti sempre capace di farci pensare a guardare più in là delle nostre beghe quotidiane».

Il sindaco di Pisa, Michele Conti, si unisce al cordoglio per la scomparsa di Bodei «una figura autorevole, che ha ricevuto riconoscimenti e incarichi accademici e scientifici in tutto il mondo, stimata dai suoi studenti e da tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo personalmente». Un suo ricordo anche da parte del presidente della Regione, Enrico Rossi: «Con lui ho dato tre esami all'Università di Pisa. Era un piacere ascoltare le sue lezioni affollatissime e godere del suo immenso sapere e della sua sottile ironia, della sua intelligenza critica, della sua voce lieve e roca e del suo sguardo mite». Al cordoglio si unisce anche la vice presidente della Regione Monica Barni, e messaggi di cordoglio sono arrivati dai consiglieri Alessandra Nardini, Irene Galletti e la senatrice Maria Grazia Gatti. —

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