Sicurezza
Gli “Amici”: per la Cittadella un progetto ispirato alla storia
PISA. «Né parcheggi, né aree sgambature per cani: comandi la storia». Gli “Amici di Pisa” prendono posizione sul destino del quadrilatero militare della Repubblica Marinara. «Gli Amici di Pisa - si legge in una nota - seguono con crescente preoccupazione le ipotesi di recupero del quadrilatero della Cittadella, ipotesi che non possono essere minimamente condivise, da area parcheggio ad area a verde: soluzioni completamente difformi da ciò che quella zona è stata e tuttora rappresenta, ovvero il cuore pulsante della storia pisana, il “luogo” e non un’accezione generica di spazio piano e non riempito».
Era quella la Tersana, l’area fortificata eretta dall’inizio del Duecento, addossata al lato occidentale delle mura urbane e cinta sugli altri tre lati da muri propri, dove venivano armate, custodite e riparate le imbarcazioni militari. All’interno era stato ricavato un ampio specchio d’acqua comunicante con l’Arno per mezzo di un breve canale: sullo specchio d’acqua si affacciavano le rimesse porticate per il ricovero delle imbarcazioni, probabilmente una sessantina di corsie. La sua fama era tale che Alfonso IV il Benigno, re d’Aragona, dopo aver conquistato la Sardegna ai Pisani nel 1326, nel programma di costruzione della daraçana, l’arsenale di Porto Torres, richiedeva espressamente che fosse fatta come quella di Pisa.
«Proprio “grazie” al fallimento del progetto di ricostruzione curato nel secondo dopoguerra dall’architetto Giovanni Michelucci, progetto presto abbandonato - scrivono gli Amici di Pisa - possiamo immaginare la Cittadella come una tela perfettamente bianca, da dipingere così bene da farne vanto per il mondo e per i secoli a venire. Come fecero del resto i nostri avi con la Piazza del Duomo. Gli “Amici di Pisa” respingono ogni idea fin qui pubblicata che rappresenta solo una visione nichilista e mediocre che rinnega la storia pisana. Quel luogo può e deve essere riportato alla vista del mondo: ci sarà bisogno di tempo, di lavoro, di finanziamenti, ma soprattutto di idee rispettose della storia, facendo uscire dall’album degli struggenti ricordi le ipotesi ricostruttive della Tersana immaginate da De Fleury e riproposte dall’architetto fiorentino Gizdulich nel corso della mostra “Pisa e il Mediterraneo” curata nel 2003 dal compianto professor Marco Tangheroni». —
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