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«Castello Sforzesco di Milano un’esperienza da imitare»
PISA. «L’estate sforzesca a Milano pone spunti interessanti. Il Comune ha allestito all’interno del Castello palco e strutture su cui si sono svolti gli spettacoli della stagione estiva. Un mix di eventi, alcuni gratuiti altri a pagamento, di ogni genere: dalla danza classica all’hip-hop, dalla musica elettronica al teatro. Mecna, Dona, Nada, il Teatro del Buratto, il Milano Contemporany Ballet, musica ascoltata nelle cuffie silenziose e teatro leggero delle risate estive goduto con gli amici e una birra seduti sul prato. Un’offerta per tutte le età e tutte le tasche», scrive in una nota Olivia Picchi, consigliera comunale del Pd, pensando a quello che potrebbe essere il futuro utilizzo dell’area della Cittadella.
«L’aspetto interessante - aggiunge riferendosi all’esperienza milanese - sono i costi: con questo sistema l’ente pubblico è riuscito a dare un’offerta culturale dieci volte superiore a quello che un Comune avrebbe potuto finanziare direttamente. Il costo pubblico per spettacolo è stato in media inferiore a 4mila euro. Ancor più interessante il rapporto tra investimento ed economie generate: il costo della rassegna, circa 270 mila euro, ha generato un volume di affari di oltre il doppio tra biglietteria, ristorazione, indotto albeghiero e riflessi occupazionali. Tutto attraverso un bando di gara pubblico costruito con attenzione e competenze amministrative specifiche per tutti questi aspetti. Si è scelto di non contribuire più ai singoli spettacoli, ma di investire su alcuni elementi strutturali che rendono possibile ogni tipo di spettacolo e che ampliano la partecipazione dei soggetti culturali dando a tutti le stesse condizioni di partenza, stimolandoli al contempo ad investire in qualità».
«Possiamo fare a Pisa tutto questo?», si chiede la consigliera. «Penso sia una riflessione da intraprendere. Scenari naturali come quello della Cittadella potrebbero essere location adeguate: adiacente al centro e con spazi adeguati. È replicabile in toto l’esperienza di Milano? Probabilmente no, ma vale la pena fare lo sforzo di indagare se i luoghi e le piazze di Pisa devono essere prese in considerazione in virtù di parcheggi auto e lavaggio di gradini oppure possono diventare davvero il volano per il rilancio economico e culturale della città. Credo sia uno sforzo da fare convinta che Pisa, i suoi luoghi, la sua gente, i suoi talenti, i suoi operatori culturali e commerciali non abbiano niente da invidiare». —
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