Sicurezza
«C’è un clima molto difficile: sarebbe fondamentale prendersi meno sul serio»
Gene Gnocchi nella redazione pisana del Tirreno incontra i lettori e si racconta tra spettacolo, sport e attualità
l’incontro
Un pomeriggio tutto da ridere. Ma anche per riflettere sul mondo ai tempi dei social e sull’ondata di discriminazioni che negli ultimi tempi ha inondato calcio, politica e la società. Gene Gnocchi si racconta ai lettori di Noi Tirreno, la comunità dei lettori abbonati online del nostro quotidiano. Nella redazione pisana de Il Tirreno, lo scrittore, comico, conduttore (e molto altro ancora) ha ripercorso tutte le tappe della sua lunga carriera. Aspirazioni, sogni, successi ottenuti e quelli mancati sono confluiti in un entusiasmante racconto, condito da ilarità e riflessioni sulla società ai tempi dei social networks, anteprima dello spettacolo “Sconcerto Rock” andato in scena ieri sera alla Officine Garibaldi preceduto dalla presentazione dei suoi due ultimi libri “Cosa fare a Faenza quando sei morto” e “Il petauro dello zucchero. Dizionario essenziale per non diventare come quello là”. «Sono molo sfiduciato perché negli ultimi anni si è raggiunto un livello di intolleranza ed acredine che non mi fa ben sperare. C’è un clima molto difficile: sarebbe fondamentale prendersi meno sul serio e occorrerebbe in ognuno di noi un po’ di autoironia», ha detto Gnocchi prima di ripercorrere anche la sua carriera da calciatore - dagli esordi nei campionati dilettantistici al mancato esordio in Champions League con una squadra di San Marino - e il rapporto con altri uomini e donne di spettacolo. «Mi ha segnato il sodalizio con Teo Teocoli, un grande artista - sottolinea - e il rapporto con Simona Ventura che si è creato a Quelli che il calcio». Appassionato di musica («sono un vero fanatico»), ha svelato i suoi particolari gusti (dal rock australiano a quello canadese) e la passione per gruppi dai nomi quasi impronunciabili, prima di fare una promessa a tutti i tifosi del Pisa: «Se domani (oggi per chi legge, ndr) vince il Pisa, sarò qui a festeggiare insieme a Masucci e Moscardelli». —D.R.
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