Attenzione
«Vicini agli agenti della penitenziaria vittime di aggressioni»
pisa. «Mercoledì è avvenuto l’ennesimo episodio di violenza ai danni di un agente della polizia penitenziaria nel carcere di Pisa: è l’ultimo di una lunga e preoccupante serie di aggressioni ormai all’ordine del giorno. Alla casa circondariale pisana ne avviene in media una al mese: ancora una volta dobbiamo prendere atto, con rammarico e vergogna, delle condizioni di estrema difficoltà in cui operano i nostri uomini in divisa, completamente abbandonati dallo stato e lasciati a gestire carceri sovraffollate che ospitano spesso soggetti pericolosi e per i quali sarebbe opportuno seguire protocolli completamente diversi. A Pisa, ad esempio, si supera di circa il 20 per cento la capacità massima della struttura».
Lo scrive in una nota l’europarlamentare della lega Susanna Ceccardi.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 11.30, quando un detenuto con problemi psichiatrici, in attesa di giudizio per omicidio, ha sferrato un pugno sul volto a un agente della polizia penitenziaria, successivamente è stato medicato al pronto soccorso.
«Quanto prima – prosegue l’europarlamentare – la Lega tornerà al governo del paese per riprendere con forza il cammino iniziato dal ministro dell’interno Salvini: da sempre abbiamo a cuore le condizioni di lavoro degli uomini delle forze dell’ordine; le nostre priorità sono ovviamente il rafforzamento delle misure e dei protocolli di sicurezza per garantire l’incolumità degli agenti in servizio, così come l’implemento dell’organico in forza alla polizia penitenziaria impegnata nelle carceri italiane. Di recente Salvini ha visitato il carcere di San Gimignano ed è già stata programmata per il 30 novembre una visita alla casa circondariale di Pisa del leader del carroccio accompagnato dai parlamentari della lega Toscana. Per quanto riguarda l’episodio di ieri ancora una volta dobbiamo ringraziare la miopia politica travestita da buonismo della sinistra italiana che con la legge Marino sulla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari». —
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