Il Tirreno

Pisa

ex militare della 46a brigata aerea 

Uccise il marito dell’ex aviere davanti al giudice

Uccise il marito dell’ex aviere davanti al giudice

Il 9 dicembre l’udienza preliminare per il luogotenente accusato di omicidio volontario premeditato

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pisa. Passo avanti nell’inchiesta a carico del luogotenente dell’Aeronautica Francesco Ruggiero, 47 anni, originario di Benevento, per oltre dieci di stanza a Pisa alla 46a Brigata Aerea e ancora con amici in città, accusato di aver ucciso in strada l’11 marzo scorso il ristoratore di Cadimare Enzo D’Aprile, 54 anni, marito della sua ex compagna, Nicoletta Novelli. Nei giorni scorsi il capo della Procura spezzina Antonio Patrono e il pubblico ministero Monica Burani, titolare del fascicolo, dopo avere chiuso le indagini, hanno presentato richiesta di rinvio a giudizio per l’imputato con la fissazione dell’udienza preliminare al 9 dicembre davanti al gup Fabrizio Garofalo.

La pesante accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario con premeditazione e porto illegale di armi. L’episodio di sangue a sfondo passionale si era consumato la mattina dell’11 marzo in piazzale Ferro. Aveva suscitato grande scalpore anche per le modalità del fatto avvenuto a sangue freddo, presenti la moglie del ristoratore e i due figli. La vittima stava accompagnando in auto a Firenze la figlia, studentessa universitaria, ma anche la donna che aveva prenotato una visita medica. Enzo D’Aprile stava caricando i bagagli sul suo Suv quando apparve il militare a bordo di una Fiat 500 noleggiata. Aveva preparato tutto nei minimi particolari, secondo l’accusa: accecato dall’ira, speronò la Jeep di D’Aprile per fermarla e portare a termine il suo obiettivo: uccidere il rivale in amore. D’A’prile scese dall’abitacolo per affrontare il rivale che sparò cinque colpi di pistola. Tre proiettili colpirono a morte il ristoratore, un proiettile centrò il fuoristrada, il quinto e ultimo andò a vuoto. D’Aprile cercò anche di scappare ma non ebbe scampo. La donna era ancora la moglie di Vincenzo e dopo un periodo di crisi si stava riavvicinando al marito. Ruggiero temeva di perderla e così il sottufficiale decise di vendicarsi, stando al racconto dell’accusa. Dopo avere portato a termine la missione, l’omicida, con lucidità, riportò la vettura alla Hertz e un paio di ore dopo si consegnò alla caserma dei carabinieri di Migliarina. La difesa dell’omicida, rappresentata dall’avvocato Maria Concetta Gugliotta, ha sempre parlato di uno scenario diverso rispetto all’accusa di premeditazione. Era intenzione di Ruggiero sottrarre l’ex amante al marito, in quanto la considerava in pericolo di vita. Lui era tormentato dai racconti della donna su presunte violenze e angherie inflitte dal coniuge. Versione rigettata completamente dai familiari della vittima. —

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