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Piano del Comune: perdono l’alloggio morosi e titolari di case all’estero

Danilo Renzullo
Il villaggio rom di Coltano
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Il villaggio rom di Coltano

L’assessore Gambaccini: «Verifiche pure sulle assegnazioni al villaggio di Coltano, stop ai centri di accoglienza»

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PISA. Addio casa popolare per morosi e possessori di immobili all’estero. “Ricognizione” dell’insediamento rom di Coltano e smantellamento dei centri di accoglienza. I dettagli sono stati definitivi solo in parte, ma le linee guida di quello che l’assessore alle politiche sociali Gianna Gambaccini definisce un piano rivoluzionario sono già nero su bianco. Palazzo Gambacorti si appresta a varare un programma che mira a “sovvertire” il comparto del welfare con l’obiettivo di fare “dell’ordine e della legalità” i cardini delle politiche sociali.

Quattro i punti principali di un programma avviato nei mesi scorsi con lo sgombero del campo nomadi di Oratoio e che entro la fine dell’anno proseguirà con un processo di verifiche sugli “inquilini” dell’ultimo insediamento rom rimasto sul territorio comunale, quello autorizzato di Coltano.

«In vista della scadenza (fine anno, ndr) delle assegnazioni - spiega l’assessore - avvieremo insieme alla Società della salute una serie di verifiche sulle famiglie per accertare l’adeguata titolarità dell’assegnazione degli alloggi e il rispetto di alcuni impegni vincolanti per il loro mantenimento». Dall’assenza di pendenze penali alla regolare frequenza scolastica dei minori, oltre alla verifica di eventuali situazioni di illegalità o di abusivismo che faranno scattare le procedure di allontanamento dalle cosiddette “case minime”. Accertamenti che saranno accompagnati anche da opere di bonifiche e di messa in sicurezza dell’area.

Dopo aver confermato l’uscita dal progetto ex Sprar, il sistema di protezione ed accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, il Comune punta anche a ridimensionare la presenza dei centri di accoglienza dei migranti attraverso lo stop ai finanziamenti per il centro di via Livornese gestito dalla Società della salute attraverso una cooperativa. Avviato anche un dialogo per cercare di trasferire, anche al di fuori del territorio comunale, i migranti accolti nel centro di via Battisti gestito dalla Croce Rossa sotto la supervisione della prefettura.

È però sull’edilizia residenziale pubblica che si concentrerà l’azione del Comune con investimenti milionari per ristrutturazioni e manutenzioni degli immobili da un lato e una lotta ai furbetti delle case popolari dall’altro. «Su quest’ultimo punto - prosegue Gambaccini - abbiamo iniziato a lavorare già lo scorso anno con l’obiettivo di verificare la regolarità delle assegnazioni». I controlli hanno fatto emerge almeno 65 posizioni “irregolari”, tra morosi colpevoli (per i quali sarà proposto un piano di rientro) e inquilini con possedimenti all’estero che, in vista della pubblicazione del nuovo bando per l’assegnazione di un alloggio popolare, andranno probabilmente incontro alla decadenza del diritto all'abitare in un appartamento Erp.

Per incrementare il numero di case popolari a disposizione, dopo una serie di sopralluoghi che vanno avanti da alcuni mesi, il prossimo gennaio scatterà invece un piano straordinario per il recupero di alloggi vuoti ed in attesa di interventi di ristrutturazione. Il Comune ha destinato 1,4 milioni di euro per manutenzioni straordinarie ed altri 400mila euro per opere di manutenzione ordinaria. «Su alcuni punti stiamo lavorando già da mesi, altri sono in via di definizione - conclude Gambaccini -. Dopo lo sgombero dell’insediamento rom di Oratoio mettiamo adesso in campo altre quattro importanti azioni politiche che per Pisa significano un’opera sociale storica».

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