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Morto il filosofo Bodei, studioso delle utopie del Novecento

Morto il filosofo Bodei, studioso delle utopie del Novecento

Si è spento nella sua abitazione di Pisa a 81 anni. Aveva insegnato alla Normale e nelle più importanti università del mondo. Era l'ideatore del festival "Convivere" di Carrara

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PISA. E' morto nella sua abitazione di Pisa il filosofo Remo Bodei. Aveva 81 anni ed era malato da qualche tempo di un tumore, anche se non era attesa una fine così repentina.Lascia la moglie Gabriella.

Nato a Cagliari nel 1938, si era laureato all’Università di Pisa e aveva poi pefezionato la sua preparazione teoretica e storico-filosofica a Tubinga e Friburgo, frequentando le lezioni di Ernst Bloch e Eugen Fink, a Heidelberg con Karl Lowith e poi all’Università di Bochum, prima di tornare a Pisa dove aveva conseguito il diploma di licenza e il diploma di perfezionamento della Scuola Normale Superiore.

È stato visiting professor alle Università di Cambridge, Ottawa, New York, Toronto, Girona, Città del Messico e Los Angelse (Ucla) e ha tenuto conferenze in molte università europee, americane e australiane. Dal 2006 ha insegnato insegna filosofia alla UCLA di Los Angeles, dopo aver a lungo insegnato storia della filosofia ed estetica alla Scuola Normale Superiore e all'Università di Pisa dove anche negli ultimi anni ha tenuto saltuariamente, qualche corso.

Dal 13 novembre 2015 Remo Bodei è stato socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.

Si è interessato a fondo della filosofia classica tedesca e dell'Idealismo, esordendo con la fondamentale monografia "Sistema ed epoca in Hegel".  Con il volume "Geometria delle passioni" ha esteso la sua meditazione anche a protagonisti della filosofia moderna come Cartesio, Hobbes e soprattutto Spinoza.

Studioso del pensiero utopistico del Novecento, in particolare del marxismo eterodosso di Ernst Bloch e di autori 'francofortesi' come Theodor Adorno e Walter Benjamin, è intervenuto nella discussione sulla filosofia politica italiana, confrontandosi e dialogando in particolare con Norberto Bobbio, Michelangelo Bovero, Salvatore Veca e Nicola Badaloni.

Costante la sua attenzione per Sigmund Freud e gli sviluppi della psicoanalisi, per le logiche del delirio e per fenomeni in apparenza quotidiani ma sconvolgenti come l'esperienza del déjà vu.

I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Nel 1992 aveva vinto il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Saggistica. Inoltre, aveva curato la traduzione e l'edizione italiana di testi di Hegel, Karl Rosenkranz, Franz Rosenzweig, Ernst Bloch, Theodor Adorno, Siegfried Kracauer, Michel Foucault. Molti suoi lavori hanno per oggetto lo spessore e la storia delle domande che riguardano la ricerca della felicità da parte del singolo, le indeterminate attese collettive di una vita migliore, i limiti che imprigionano l'esistenza e il sapere entro vincoli politici, domestici e ideali.

Negli ultimi anni aveva lavorato sulla storia e sulle teorie della memoria.

Ideatore del Festival "Convivere" che si tiene a Carrara da 14 anni, il Comune di Carrara gli aveva conferito la cittadinanza onoraria per ringraziarlo del suo contributo.

 

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