Il Tirreno

Pisa

La commozione di Titina «Contenta dell’affetto tributato a mio marito»

Andrea Chiavacci
La commozione di Titina «Contenta dell’affetto tributato a mio marito»

Anche la vedova del Presidentissimo alla serata organizzata al teatro Verdi Il duetto Berggreen-Kieft. Il sindaco: cittadinanza onoraria ai grandi campioni

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PISA. Tra i tanti fotogrammi della serata davvero unica al Teatro Verdi la grande commozione della vedova di Romeo Anconetani, la signora Agata Bonomo, presente a 97 anni a pochi passi dal palco: «Non volevo esserci, ma alla fine sono contenta di vedere che dopo venti anni tutta questa gente gli vuole ancora bene». La signora Titina era l’unica persona che riusciva a tenere testa al presidentissimo, come è stato ricordato più volte al Verdi. Il portiere Alessandro Mannini, tre promozioni in A, una in B e una Mitropa Cup, è stato il nerazzurro che ha vissuto per più anni l’era Anconetani: «Non è da tutti sopportare per nove anni Romeo - dice sorridendo e guardando proprio Titina -. Alla fine dovevo cambiare aria». Momenti di commozione quando è stato ricordato Gianluca Signorini, proprio oggi sono passati 17 anni dalla sua scomparsa, con la consegna di una maglia alla figlia Giulia.

Oltre ai tanti campioni che hanno sfilato sul palco, anche un collegamento in diretta con l’Olanda con Wim Kieft, che ha “duettato” come negli anni Ottanta con Klaus Berggreen, che non vedeva proprio da quel periodo. Tra i due una serie di battute anche per ironizzare la presunta avarizia di Berggreen: «Era generoso in campo, un po’ meno quando si trattava di pagare il conto - scherza Kieft -. Sono contento di rivederlo e so che dirige un’azienda di moda».

Il sindaco Michele Conti ha preso l’impegno di assegnare la cittadinanza onoraria a Kieft, che nel giugno 2018 ha donato la sua Scarpa d’Oro alla nostra città, ed a quei campioni stranieri, come lo stesso Berggreen, Dunga e Larsen, che hanno reso grande il Pisa di quel periodo. Anche altri due grandi come Diego Pablo Simeone e Josè Antonio Chamot volevano omaggiare il presidentissimo, ma per motivi di lavoro (Simeone stasera allena l’Atletico Madrid in Champions League) non sono riusciti a collegarsi con il teatro Verdi.

Una delle chicche della serata è stata la telefona registrata con l’uruguayano Jorge Caraballo, meteora per antonomasia del Pisa e del calcio italiano. Una sola stagione 1982-83, con appena 7 presenze, e un clamoroso rigore fallito in Coppa Italia con il Bologna. Oggi fa il taxista a Montevideo: «Romeo Anconetani era un grande uomo di calcio. Se sono arrivato, anche per poco, nel calcio che conta è grazie a lui». Altro ospite a sorpresa Michele Padovano, che come ricordato dall’amico Simoni, con lui a Cosenza ed a Pisa nella stagione 1990-91, ha vinto una Champions League con la Juventus. «Non potevo mancare - ha detto l’ex attaccante torinese -. Romeo ha significato molto per me e per la mia carriera». Sul palco con lui Lamberto Piovanelli, con cui formava la 2P come l’aveva ribattezzata Anconetani.

A fine serata Alberto Nelli canta “Pisa grande amore”, mentre alle sue spalle ci sono i nerazzurri scelti da giornalisti e tifosi per formare il Top undici dell’era Anconetani: Mannini, Colantuono, Volpecina, Cristallini, Faccenda, Dunga, Berggreeen, Larsen, Piovanelli, Padovano, Baldieri. L’allenatore più votato, con un plebiscito, è stato Gigi Simoni. A ritirare il premio il figlio Leonardo, mentre Massimo Marini, conduttore della serata, ha letto una lettera della moglie Monica Fontani: «Gigi sta giocando la sua partita più importante, sta lottando e vi ringrazia per questo premio». —

Andrea Chiavacci

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