Il Tirreno

Pisa

LA CTT NORD

Circa trecento corse al mese annullate all’ultimo momento

Circa trecento corse al mese annullate all’ultimo momento

Tra le cause non solo la viabilità ingolfata, il parco mezzi è sempre più vetusto. Il 29 proclamato uno sciopero di 4 ore contro le ultime esternalizzazioni

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PISA. Decine di autobus fermi ai box e centinaia di utenti in attesa alle fermate. Ogni mese sono centinaia (il numero si aggira attorno alle trecento unità), le corse del servizio di trasporto pubblico locale su gomma non effettuate in provincia di Pisa. Corse urbane ed extraurbane cancellate all’ultimo minuto per far fronte ad un imprevisto, ad un guasto o semplicemente ai ritardi che, metro dopo metro, chilometro dopo chilometro, gli autobus accumulano. E se nei centri urbani maggiormente trafficati una delle principali cause è rappresentata dalla viabilità spesso ingolfata e dalla mancanza di corsie preferenziali per i mezzi pubblici, nel resto della provincia ad influire sono soprattutto un parco mezzi vetusto, che nonostante i tentativi e gli sforzi di svecchiamento fatti negli ultimi anni dalla Ctt Nord presenta un’età media ancora elevata, e a quella che i sindacati definiscono una «parziale» manutenzione dei mezzi che costringe ogni giorno a fermare decine di autobus. Criticità, quest’ultime, diventate uno dei motivi dello sciopero dei dipendenti della compagnia che gestisce il servizio di trasporto pubblico su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara indetto per il 29 novembre nelle quattro province da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal per contestare, in particolare, i processi di esternalizzazione di alcune lavorazioni che la Ctt Nord sta portando avanti negli ultimi mesi.

I lavoratori incroceranno le braccia per quattro ore. «Si tratta del primo di una serie di scioperi», "promette" la Filt-Cgil che punta il dito contro l’azienda per aver ridotto ai minimi termini le relazioni industriali e contestando l’assenza di un contratto di secondo livello e la mancanza di formazione per i dipendenti che ha spinto la società ad esternalizzare parte delle lavorazioni.

«Stiamo assistendo ad una serie di esternalizzazioni di varie lavorazioni che costringono decine di lavoratori dichiarati momentaneamente inidonei alla guida a rimanere a casa - accusa il sindacato -. Procedure adottate a Livorno per la biglietteria, a Massa per l’officina, a Pisa e a Lucca per il servizio di rifornimento delle vetture. Invece di formare e mantenere il proprio personale, la società preferisce affidare parte del lavoro all’esterno togliendo ogni possibilità di ricollocamento di eventuali dipendenti inidonei».

Nei mesi scorsi a Pisa è stato esternalizzato uno dei tre turni del servizio di rifornimento dei mezzi. Affidamenti a ditte esterne che costringono alcuni dipendenti della Ctt Nord dichiarati momentaneamente inidonei alla guida e provvisoriamente ricollocati in altre mansioni (attualmente sono una decina) a rimanere a casa in aspettativa (con lo stipendio decurtato del 50%). «Si preferisce esternalizzare i servizi invece di investire nella formazione dei propri dipendenti», prosegue la Filt-Cgil. «Una decisione aziendale resa ancora più pesante dall’assenza, ormai da 4 anni, di un contratto di secondo livello e da relazioni industriali ridotte ai minimi termini - prosegue il sindacato -. Lo scorso dicembre abbiamo inviato alla società una proposta di contrattazione, ma non siamo mai stati contattati. Ciò a fronte degli ultimi bilanci che hanno fatto registrare utili record per la Ctt Nord, determinati però dai risparmi sul contratto integrativo, dalla mancanza di turn-over e dall’assenza di formazione».

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