Sicurezza
Perseguita la sua ex con l’aiuto della madre
La donna e il figlio sono stati raggiunti da un ammonimento del questore Rossi: se persevereranno saranno guai
pisa. La relazione tra due giovani (lei ha circa 18 anni) finisce male. Il suo ex non ci sta e comincia a perseguitare con messaggi e appostamenti la giovane, chiedendo aiuto anche alla madre che di anni ne ha 46 e, teoricamente, avrebbe dovuto aiutare il figlio ad accettare la fine della storia, come ce ne possono essere tante a quell’età. Invece, stando a quanto emerge da un provvedimento adottato dal questore di Pisa Paolo Rossi nei confronti della donna e del figlio, la madre è diventata complice nel perseguitare la ex fidanzata del figlio. Il tentativo fatto dai due doveva servire a costringerla a tornare con il giovane, ma entrambi sono finiti nei guai. E se non cambieranno atteggiamento, per loro potrebbero arrivare anche problemi più seri, ora che la giovane, stanca e spaventata da tanta insistenza, si è rivolta alla polizia e ha raccontato quello che da alcuni mesi le sta capitando.
Per il ragazzo di 20 anni e per sua madre di 46, residenti a Migliarino, nel comune di Vecchiano, il questore di Pisa, dopo una istruttoria amministrativa e alcune settimane di indagini coordinate dalla polizia in collaborazione con i carabinieri, ha emesso un provvedimento di ammonimento. A madre e figlio è proibito entrare in contatto con la giovane, per la quale, in questo momento, non è stata intrapresa alcuna misura di protezione. Ma l’ammonimento, e ai due è stato spiegato, è la prima forma di tutela che viene riservata alle vittime del reato di atti persecutori.
Se i due dovessero ripetere le condotte persecutorie, potrebbe per loro scattare una denuncia per stalking, su cui la polizia potrebbe procedere d’ufficio, vista la richiesta di ammonimento presentata dalla vittima stessa per le “attenzioni” deviate di madre e figlio.
La misura del questore scaturisce da una situazione abbastanza complicata. Sono stati mesi di ansia e paura per la diciottenne, residente anche lei nella zona di Migliarino, che ogni giorno riceveva telefonate e messaggi assillanti dall’ex e dalla madre. Gli inquirenti riferiscono di pressioni psicologiche, appostamenti e intrusioni nella sua casa, tanto da costringere la giovane ad alterare le abitudini di vita fino a quando, stanca di questa situazione e preoccupata dal fatto che non riesce più ad essere padrona della sua libertà, si è rivolta alla polizia. Le indagini, a cominciare dall’esame dei tabulati telefonici, sono servite a confermare i racconti della ragazza. –
S.C.
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