Sicurezza
Vermi e cavallette a tavola: «Sì, li ho mangiati in un viaggio all’estero. Sanno di pop-corn»
Studente universitario di 20 anni, è uno dei pisani che ha assaggiato gli insetti per una ricerca di Scienze veterinarie dell'ateneo pisano
PISA. «Ho avuto l’occasione di assaggiarli e mi sono tolto la curiosità. Il sapore non era sgradevole, ma non erano una delizia. Ho mangiato cavallette, ma sembravano dei popcorn». Guglielmo Cori, studente universitario di 20 anni, è uno dei pisani che ha assaggiato gli insetti per una ricerca di Scienze veterinarie dell'ateneo pisano. Lo ha fatto a Vienna, durante una vacanza-studio insieme ad un amico. E, nonostante non sia stato il cibo più buono mai assaggiato, è pronto a ripetere l’esperienza estrema.
«La cosa più difficile è superare il primo momento di ribrezzo – spiega –. È una cosa più mentale che fisica. Non sai da che parte prenderle: se dalla testa o dalle ali. In più vedere un insetto che si avvicina alla tua bocca è un’esperienza forte. Anche se va sottolineato come sia decisivo il retaggio della nostra cultura culinaria: nella cucina orientale gli insetti sono presenti da sempre e per questo nessuno ci fa caso, per loro è naturale».
Così come è normale trovarli nell’Australian pub di Vienna, dove Cori ha mangiato cavallette. Rispetto a due estati fa il locale viennese, a due passi dall’Albertina museum, ha aggiunto alle cavallette fritte quelle grigliate e offre, anche d’asporto, l’hummus alla farina di larve. «Eravamo lì – conclude Cori –. Sapevamo di poter fare questa esperienza alimentare. L’abbiamo fatta e siamo ancora vivi, nonostante le cavallette».
«Non nego che prenderle in mano o infilzarle con la forchetta mi abbia fatto impressione», racconta. Ma alla fin fine si dice pronto a ripetere l’esperienza: «E perché no? Anche se sono insetti, se sono presenti in un menù si possono mangiare».
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