Il Tirreno

Pisa

la sfida goliardica 

Scuola Normale affondata dai gavettoni del Sant’Anna

D. R.
Scuola Normale affondata dai gavettoni del Sant’Anna

Gli studenti di piazza Santa Caterina vincono la sfida coi palloncini carichi d’acqua Prima la battaglia e gli scherni, poi tutti insieme a ripulire il teatro della “guerra”

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Pisa. Una fitta pioggia di palloncini carichi d’acqua ha “colorato” per quasi mezz’ora il cielo sopra il fossato del Bastione Sangallo. Un interminabile lancio di gavettoni accompagnato da cori di scherno, coreografie e tecniche militari. Di fronte a diversi spettatori, mercoledì sera gli allievi della Scuola Superiore Normale e quelli della Scuola Superiore Sant’Anna si sono affrontati nella tradizionale battaglia che annualmente vede fronteggiarsi sul campo da guerra centinaia di studenti delle due scuole d’eccellenza.

Quando la “ministra” della Scuola Normale ha dichiarato guerra ai colleghi di piazza Santa Caterina, i due “eserciti” hanno dato vita a un lungo duello (due manche da dieci minuti e una da otto), regolato da arbitri di gara, con un fitto lancio – a mano libera o con l’apporto di artigianali ed elaborate macchine (cannoni, catapulte, balestre e trabucchi) – di migliaia di palloncini carichi d’acqua.

Un fortino in legno e testuggini romane le tecniche difensive e offensive dei normalisti, “supportati” da una grande e complessa catapulta per il lancio multiplo di gavettoni; enormi scudi, piccoli macchinari da guerra e fumogeni per distrarre gli avversari le “armi” usate dai santannini che, al termine dei 28 minuti di combattimento, si sono aggiudicati (per numero di partecipanti e quantità di gavettoni lanciati) l’annuale sfida, sintesi della goliardia e dell’ingegno degli allievi delle due Scuole.

Uno striscione da diciotto metri, “Normalista non ti arrabbiare, l’importante è partecipare”, srotolato al termine del duello ha suggellato l’ennesimo successo della Sant’Anna sulla Scuola di piazza dei Cavalieri nell’ormai storica battaglia. Al termine dell’iniziativa, quest’anno costretta a spostarsi nelle vicinanze del giardino Scotto a causa dei lavori di ristrutturazione di piazza San Francesco, tradizionale campo di battaglia, gli allievi hanno ripulito e ripristinato gli spazi teatro della “guerra”. –

D. R.

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