Sicurezza
Gli negano una sigaretta e lui li minaccia con un coltello
Nordafricano bloccato dai militari in via Notari e arrestato: patteggia un anno e 7 mesi con la sospensione e torna subito libero
pisa. Quando ha chiesto una sigaretta ad alcuni giovani italiani appena fermati dai carabinieri la risposta è stata un distinto “vaffa”. Un rifiuto che ha provocato la reazione scomposta di Jamiri Bekir, 31 anni, tunisino, non in regola con il permesso di soggiorno, senza fissa dimora. Ha estratto un coltello e ha minacciato chi gli aveva negato la sigaretta. Solo che a pochi metri c’erano i carabinieri del radiomobile. E così la sua minaccia è diventata una fuga. Una corsa che si è conclusa in via Notari. È successo tutto mercoledì sera. Bekir è stato arrestato per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, ricettazione per aver detenuto una tessera sanitaria rubata, minaccia aggravata dall’uso di un’arma e porto di coltello di genere proibito.
Assistito dall’avvocato Enrico Virgone, ieri mattina il nordafricano è comparso in Tribunale per la convalida dell’arresto da parte del giudice Elsa Iadaresta. Ha poi scelto di farsi giudicare con un rito alternativo e ha patteggiato un anno e 7 mesi con la condizionale. Dopo la lettura della sentenza è tornato in libertà.
E sempre i militari, stavolta della Compagnia, hanno arrestato di notte un tunisino di 35 anni. Un intervento maturato nell’ambito «dei servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti» spiegano dalla caserma di via Guido da Pisa. I carabinieri, accompagnati da un’unità cinofila antidroga del nucleo di San Rossore, hanno arrestato per possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio un nordafricano. Il tunisino è stato sorpreso all’interno di un esercizio pubblico in lungarno Mediceo, con 13 dosi di cocaina per 6 grammi e mezzo. Difeso dall’avvocato Sara Baldini, il tunisino è comparso in Tribunale per la direttissima. Il giudice Susanna Messina ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare della presentazione in caserma in attesa del processo. —
P.B.
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