Il Tirreno

Pisa

gli accorpamenti delle camere di commercio 

Rischio commissariamento il sindaco scrive al ministro

Daniele Benvenuti
Rischio commissariamento il sindaco scrive al ministro

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PISA. Rischio commissariamento per la Camera di Commercio di Pisa per non aver ancora provveduto, insieme a quelle di Lucca e Massa Carrara, all’accorpamento previsto dalla riforma del 2015. Addirittura viene indicato un ultimatum entro il quale completare la fusione e cioè marzo 2020. La notizia rimbalza direttamente da Roma e coinvolgerebbe, oltre ai tre toscani, anche altri quindici enti camerali “ribelli”. Il commissariamento potrebbe essere inserito con una norma specifica nel decreto legge su “disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali” che è in discussione in Senato. Le 18 Camere di Commercio che si oppongono al riordino si sono immediatamente mosse contro questo provvedimento, come spiega il presidente dell’ente pisano Valter Tamburini: «L’immediata reazione a questo ennesimo passaggio forzato sembra abbia prodotto lo stralcio della parte che interessa i nostri enti nella conversione del decreto. Ma bisogna essere vigili per evitare che possa essere reintrodotto in un secondo momento».

Le obiezioni mosse a questa forzatura sono molte, a cominciare dal fatto che sia ancora pendente un ricorso contro gli accorpamenti visto che il Tar del Lazio ed il Consiglio di Stato hanno ravvisato alcuni aspetti di incostituzionalità rimandando la decisione alla Corte Costituzionale. Ancora Tamburini: «Il ricorso è stato presentato da Massa Carrara, anche se sia noi che Lucca siamo comunque contrari all’ipotesi di unione. Su questo ricorso il Tar ha concesso la sospensiva del provvedimento in attesa della decisione della Corte Costituzionale. Di fatto, quindi, non possiamo essere “puniti” per non aver adempiuto all’accorpamento in quanto non possiamo farlo anche se lo volessimo, e comunque non lo vogliamo, proprio perché c’è in ballo il giudizio della Corte Costituzionale».

Sulla vicenda interviene anche il sindaco Michele Conti che ha scritto a Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico, per sostenere l’autonomia dell’ente camerale pisano. «Le istituzioni che rappresentiamo - spiega Conti - si confrontano e collaborano costantemente con le Camere di Commercio, che, presenti direttamente sul territorio, sono portatrici degli interessi delle imprese. Senza gravare sul bilancio dello Stato, questi enti riversano in importanti progetti le risorse derivate direttamente dal sistema delle imprese, permettendo anche alle istituzioni di realizzare importanti interventi in coprogettazione. Con la lettera al ministro vogliamo sostenere l’iniziativa delle Camere di Commercio dei nostri territori che chiedono di superare l’obbligatorietà degli accorpamenti rendendoli volontari. Riteniamo essenziale il loro permanere, sepppur riformate, quali istituzioni autonome». —

Daniele Benvenuti

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