Il Tirreno

Pisa

Il convegno “3 Giorni in Ordine”/2 

Gli architetti: le nostre città da rigenerare

Gli architetti: le nostre città da rigenerare

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PISA. Dagli Arsenali Repubblicani, il luogo simbolo della “rigenerazione urbana” nella città di Pisa, l’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori della provincia lancia un messaggio inequivocabile agli amministratori pubblici e alla cittadinanza sull’urgente necessità di rigenerare le nostre città. A conclusione della “3 Giorni in Ordine” che ha portato in città progettisti nazionali e internazionali con le loro esperienze, idee e riflessioni, gli architetti pisani rivendicano ancora una volta il loro ruolo di interlocutori delle istituzioni nella progettazione di città vivibili, sostenibili, intelligenti e la cui cifra è la qualità della vita.

«Quando si pensa ordinariamente agli architetti - spiega la vicepresidente dell’Ordine, Marta Ciafaloni - si pensa al bello, un bello un po’ superfluo, creativo, originale se non stravagante. Ma il bello, in architettura, è la capacità di offrire servizi, funzioni, collegamenti, spazi, prospettive, emozioni; è la capacità di offrire un’alta qualità della vita in una dimensione estetica di armonia».

«Una città degradata, trascurata, inadeguata sul piano infrastrutturale e sociale - prosegue l’architetto Ciafaloni - è inospitale, respingente. Perché la politica sia vincente, oggi, non può che porre l’individuo al centro dei propri programmi, con le sue esigenze primarie: salute del corpo, della mente, cultura. Ma i tempi del consenso politico non coincidono con la necessità di una visione programmata a medio e lungo termine».

«Pisa ha bisogno di essere rigenerata - ha detto anche l’assessore all’urbanistica e alla Mobilità del Comune di Pisa, Massimo Dringoli, intervenuto all’apertura del secondo dei “3 giorni in Ordine”. «Un caso puntuale, nel centro storico, di necessari interventi di rigenerazione urbana è rappresentato dalla Mattonaia - ha detto -. Un caso sul quale ancora non è stata trovata una soluzione al pari di un altro caso, quello del complesso scolastico Concetto Marchesi». Ma la città da rigenerare, secondo Dringoli, è anche quella «di parti realizzate in passato in quartieri di case popolari come Sant’Ermete e San Giusto, e oggi in quelli nuovi di Pisanova e Cisanello, sviluppatisi senza un progetto unitario e senza attenzione per la qualità né architettonica, né urbana, privi di luoghi di coesione sociale, carenti di infrastrutture e di spazi pubblici adeguati».

Rigenerazione urbana al centro anche oggi, ultimo dei tre giorni, con l’architetto Salvatore Re, il sociologo urbano Adriano Cancellieri, Paolo Santi (Cnr e Mit Senseable City Lab Research-Carlo Ratti), Valeria Guerrisi (Warehouse of Architecture and Research), Roberto Bolici (Politecnico di Milano), Matteo Gambaro (Politecnico di Milano), Alfonso Femia (Ateliers Femia). Infine una sessione dedicata alla deontologia con i contributi di vari professionisti: Carlo Pagliai, Fabio Squassoni, Albertino Linciano, Gianpietro Dalli, Fabrizio Giuliano, Chiara Frangione.—



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