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Quando per Pisa l’acqua era una forma di difesa
Sergio Costanzo
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Dall’immagine edita nel 1832 tratta dal sito Castore, Catasto Storico Regionale, sono stati evidenziati: A- Piazza del Duomo, B- II fosso del Marmigliaio detto anche, prima di giungere in Pisa lungo via del Brennero, Fosso Macinante. Il Marmigliaio finisce la sua corsa immettendosi nel fosso Ozeretto; C- Fosso Bargigli, un canale di scolo che corre parallelo al Marmigliaio; D- L’Ozeretto anticamente originato da un ramo dell’Auser. L’Ozeretto finisce la sua corsa immettendosi nel Fiume Morto presso la chiesa della Madonna dell’Acqua sulla via Pietrasantina; E- Il Fiume Morto che sfocia direttamente in mare; F- Il fosso oggi detto delle Palazzine che si immette nel Fiume Morto all’altezza de I Passi; G- In rosso la stazione di pompaggio a I Passi e il nuovo canale sotterraneo in costruzione sotto via Tino di CamainoLa diffusione della rete idrica faceva somigliare la città antica a Venezia. Le trasformazioni del territorio tra canali scomparsi e altri modificati nel loro corso
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Per immaginarsi Pisa antica, dobbiamo figurarci una città molto simile a Venezia.
Almeno fino al VI-VIII secolo dopo Cristo, Pisa era costituita da un insieme di terre emerse e da un piano lagunare formato dalla confluenza di molte ramificazione di Arno e Auser, l’odierno Serchio.
Queste ramificazioni, in assenza di un sistema di regimentazione delle acque, mutavano freque...
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