E l’atmosfera che si respira nell’auditorium della stessa Misericordia è quasi familiare. Tante persone che, pur facendo professioni diverse e ognuno con ruoli diversi, sono unite da un unico denominatore. Si chiama impegno, unito a tanta e voglia di mettersi in ascolto per capire i bisogni degli altri. Alla presenza del prefetto Giuseppe Castaldo, del questore Paolo Rossi, del maggiore Carmine Gesualdo, comandante dei carabinieri della compagnia di Pontedera, in rappresentanza dell’Arma provinciale, di un rappresentante della Guardia di Finanza, del vicesindaco di Pisa Raffaella Bonsangue, del presidente della Provincia Massimiliano Angori, dei consiglieri regionali Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni, l’assessora del Comune di Vicopisano Fabiola Franchi, l’assessora del Comune di Crespina Lorenzana Lisa Balluchi, l’assessora del Comune di Pontedera Carla Cocilova, il presidente delle Misericordie pisane Maurizio Novi, il presidente Cesvot Pisa Daniele Vannozzi e tanti amici e familiari dei premiati. Oltre ovviamente a numerosissimi volontari della Misericordia di Pisa capeggiati da Sandra Capuzzi. Tutti insieme hanno dimostrato che nell’era di Facebook, degli odiatori seriali, c’è ancora spazio per i valori, quelli sani. Lo dimostrano le tante storie degli eroi della porta accanto. Semplici cittadini, tutori dell’ordine, volontari. Che senza pensare ai pericoli si sono impegnati in prima persona per aiutare gli altri.
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Ogni giorno, a tutte le ore, sacrificano tempo alla famiglia e agli hobby personali e lo dedicano all’altro. Agli altri. A chi ha bisogno e a chi si trova improvvisamente in situazioni d’emergenza.
Sono i volontari della Misericordia di Pisa, gli angeli vestiti di gialloblù. Era doveroso un premio anche per loro. Lo ha ritirato a nome dell’intera compagine il commissario Enrico Dini, il quale ha creduto fin da subito nell’idea del premio “I Care” avanzata e promossa dalla sua collaboratrice Sandra Capuzzi. Proprio nel 2020, anno ormai alle porte, la Misericordia di Pisa compirà 690 anni, essendo nata nel 1330. È tra le istituzioni più antiche dell’intera città di Pisa ed è tra le Misericordie più longeve della Toscana e d’Italia.
Sempre a caccia di sogni: Stefania Mazzucchi
Stefania Mazzucchi e i volontari del Team Deri hanno ricevuto uno dei premi di “I Care”. «Dopo la malattia di mio marito Daniele Deri abbiamo fondato questa associazione – sono state le parole di Mazzucchi –. Il nostro scopo è quello di aiutare persone ammalate di Sla, tenute prigioniere nei loro corpi dalla malattia, a realizzare i loro sogni. Possiamo farlo grazie anche alla disponibilità e all’aiuto del dottor Paolo Malacarne, primario della rianimazione». Il Team Deri di Cascina aiuta persone che la malattia costringe a restare bloccate in casa a realizzare piccoli e grandi sogni. Come può essere un gita in barca, un bagno al mare, la visita all’acquario di Genova, piuttosto che una mattina al cinema, oppure la partecipazione a un concerto. —
Il giovane che dà l'esempio: Davide Meoli
Davide Meoli ha compiuto 18 anni da poco. Un ragazzo senza tanti grilli per la testa, cresciuto in una famiglia dove si sanno riconoscere i valori importanti: il padre è un poliziotto in pensione da poco tempo. Durante l’estate era andato a fare la spesa al Centro dei Borghi a Navacchio quando si è trovato ad assistere, suo malgrado, ad un furto ai danni di una gioielleria. «Ho sentito le commesse che gridavano e chiedevano aiuto, ho visto un uomo venire contro di me con una collana in mano. Mi è venuto naturale cercare di fermarlo e così l’ho bloccato». L’intervento del cittadino ha consentito ai carabinieri di recuperare parte della refurtiva e di arrestare uno dei componenti di una banda di ladri.
Tragedia evitata per due minuti: Nunzio Camuto e Angelo Iossa
Se fossero intervenuti due minuti dopo una pensionata, rimasta intrappolata in un sottopasso ferroviario allagato, sarebbe morta. Pioveva a dirotto da circa un'ora quando la pattuglia dei carabinieri di Cascina, formata dal carabiniere scelto Angelo Iossa e dall'appuntato Nunzio Camuto, intervenne. Entrambi non sono più in servizio alla stazione di Cascina e hanno avuto altri incarichi. Quel giorno i due militari non potevano immaginare che di lì a poco avrebbero salvato la vita alla donna, rimasta con l'auto prigioniera nel sottopassaggio andato sott'acqua. Ancora oggi, al solo pensiero, Camuto stenta a trattenere la commozione. Quegli istanti (era il 2014) resteranno per sempre impressi nella mente di chi ha ricevuto l’aiuto e di chi ha evitato il peggio.
La prevenzione in farmacia: Iacopo e Giovanni Jori
Aveva una bomba ad orologeria dentro il cuore. Con una semplice consulenza in farmacia - successe a Bientina alla farmacia Fattorini - il peggio fu scongiurato. Un premio è stato consegnato ai titolari Jacopo e Giovanni Jori, per il saper mettersi a servizio della comunità dove lavorano. Era la “Giornata del Cuore”, una delle tante iniziative di prevenzione per individuare, ed eventualmente curare nel minor tempo possibile, problemi cardiovascolari e cardiaci. Il farmacista fa sdraiare la donna sul lettino e applica sul suo corpo gli elettrodi per l’esame. Grazie alla collaborazione con un cardiologo di Parma, a cui viene inviato l’esito dell’esame in tempo reale, dopo un quarto d’ora il paziente conosce la risposta dell’esperto. La cliente aveva un tumore benigno al cuore. Operata e salvata.
Quando i minuti sono vita: Claudia Carletti e Fabrizio Voleri
La docente di una scuola di Pontedera, che abita a Porta a Lucca, quella mattina non arriva in classe. Il dirigente scolastico si preoccupa e così anche i colleghi si attivano. L’insegnante aveva avuto un ictus. Se non ci fossero stati gli scrutini a cui avrebbe dovuto partecipare nessuno si sarebbe accorto del suo malore. Un collega chiama il 113 e mette in moto la macchina dei soccorsi. Quella che riesce e a fermare un triste destino. Sono l’assistente capo Fabrizio Voleri e l’agente scelto Claudia Carletti a intervenire per primi. Come temevano e prevedevano nessuno risponde. Gli agenti motociclisti riescono ad entrare nell’appartamento. I soccorsi del 118 entrano in gioco e la signora viene strappata ad un triste destino. Un intervento da encomio.
Il cane diventa bagnino: il Golden Retriever Pablo
Pablo si mette in posa quando arriva il momento di ricevere il premio. Gli accompagnatori lo hanno preparato a questo momento. E lui sembra che non aspetti altro che di sentire il rumore dei flash. Pablo è un Golden Retriever di due anni che durante l’estate, su una delle spiagge del litorale pisano, si è guadagnato il patentino di eroe del giorno. Una bella storia raccontata per la prima volta sulla pagina social della Scuola italiana cani salvataggio di Firenze e poi ripresa dai giornali. «È del Golden Retriever Pablo il primo significativo intervento di salvataggio a Marina di Vecchiano. Nel pomeriggio ha tratto in salvo un bambino tedesco di 7 anni finito in una buca a causa della forte corrente». Per fortuna l’evento fu senza conseguenze.
La prontezza d'intervento: Leonardo Paternesi
Il lamento di una madre di 91 anni che non ha le forze per aiutare la figlia 67enne caduta in terra dopo un malore. L’intervento dei vicini di casa, di un poliziotto e di un volontario della Misericordia di Montecalvoli evitano probabilmente una tragedia. L’episodio avvenne a Bientina. È sabato sera quando un poliziotto in servizio al commissariato di Pontedera, Leonardo Paternesi, nel rientrare a casa insieme alla sua compagna, l’avvocato Lisa Bagnoli, sente le grida di una donna provenire da un’abitazione poco distante. «Abbiamo parcheggiato l’auto e subito dopo abbiamo sentito un lamento». La donna stava per morire. Aveva il dispositivo della tracheotomia collegato ad una bombola, respirava a fatica poiché nella caduta si era staccato il tubo.
Quella notte tra le fiamme: Massimo Romano e Alessandro Petri
Rischiarono di morire intossicati tra le fiamme divampate all’interno di un appartamento, al piano terreno della villetta dove viveva un pensionato con gravi problemi di salute. Quando fu tratto in salvo dai carabinieri non riusciva neppure a dire se in casa con lui, tra tutto quel fumo e le fiamme ormai alte in cucina, dovevano essere cercate altre persone. Il bagliore del fuoco in cucina e la preoccupazione dei vicini piombarono nella villetta a pochi metri dal grande viale alberato che porta a Vicopisano. Una notte da incubo anche per i suoi vicini di casa, due famiglie, evacuate nella notte da una pattuglia di carabinieri di San Giovanni alla Vena arrivata al momento giusto al Villaggio Fascetti. I carabinieri-eroi furono il maresciallo Massimo Romano e l’appuntato Alessandro Petri, oggi in pensione.
Il medico dal pugno di ferro: Virgilio Di Legge
Un pugno può salvarti la vita. Quando a sferrarlo è un medico che sa come e dove colpire. E poi inizia un massaggio cardiaco con l’esperienza pluridecennale dello specialista capace di tenere in quello stato d’incoscienza che non è ancora salvezza, ma neppure morte, la persona tradita da un cuore che ha deciso di fermarsi. Se una pensionata ha sfiorato l’aldilà rimanendo ancora ben salda nella terra dei viventi deve ringraziare la casualità di trovarsi nella sala d’attesa del suo medico, il dottor Virgilio Di Legge, e la sua capacità di intervenire sapendo dove mettere le mani. In particolare il cazzotto rifilato sullo sterno dell’anziana si rivelò fondamentale. L’episodio avvenne nell’ambulatorio del dottor Di Legge, che è anche il medico sociale del Pisa Sporting Club, in via San Paolo.
L'intuizione della barretta: Francesco Locci
Una barretta energetica di quelle che si usano per spezzare la fame. Offerta a chi ne aveva bisogno anche se i suoi problemi in quel momento erano molto più complicati di un calo di zuccheri. Un gesto semplice che è servito a stabilire un contatto, capace di far scattare un brandello di fiducia. Più che sufficiente per scrivere un finale niente affatto scontato: sventare un suicidio. C’erano due protagonisti nell’episodio sul Ponte di Mezzo. Uno, in crisi familiare e personale, che da quattro giorni non aveva notizie della figlia e, seduto a cavalcioni sul parapetto, minacciava di buttarsi di sotto. E l’altro, il poliziotto (il vice sovrintendente Francesco Locci), che alla fine trovò la chiave in grado di aprire la serratura interiore di un padre disperato. Dramma scampato.
Vivo per un fiuto infallibile: il pastore tedesco Morgana
«Appena Morgana si è messa ad abbaiare ho guardato il mio amico negli occhi: Antonino era vivo. Poi dalla tensione siamo scoppiati a piangere. Sono orgoglioso della mia cagnolina: ci alleniamo tre volte alla settimana per passione, visto che facciamo volontariato, senza guadagnare un euro. Al massimo una “bisteccata” ogni tanto. Questi momenti ti ripagano di ogni sacrificio». Sono le parole del racconto a Il Tirreno di Nicola Marianelli, operaio di Cascina e volontario della Pubblica Assistenza di Crespina che insieme al fido pastore tedesco Morgana ritrovò nel bosco un pensionato di Arena Metato, Antonino Carnevale, ex agente della polizia penitenziaria che si allontanò improvvisamente da casa svanendo nel nulla.
L'infermiera-coraggio: Alessandra Cortese
Alessandra Cortese non ha potuto presenziare alla cerimonia per problemi familiari ma era comunque tra i premiati. «Se non fossi intervenuta l’avrebbe uccisa. È stato terribile». Così raccontò un anno fa a Il Tirreno l’infermiera di chirurgia della mano all’ospedale Santa Chiara, che salvò dopo un’aggressione una donna di 86 anni, gravemente ammalata, all’interno dell’abitazione dell’anziana nella periferia pisana. «Tutto il palazzo si è svegliato a sentire – raccontò sempre Cortese – le urla di aiuto di quella povera donna. All’inizio non abbiamo capito cosa stesse succedendo, poi abbiamo pensato a un ladro». Nessuno dei vicini di casa aveva il coraggio di avvicinarsi, erano terrorizzati da quelle urla di dolore e disperazione. Tutti tranne Alessandra.