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Il Pisa si fa male da solo Un autogol regalato decide il derby al Picchi

Il Pisa si fa male da solo Un autogol regalato decide il derby al Picchi

Una sfortunata deviazione di Benedetti beffa Gori, gli attaccanti non pungono I nerazzurri giocano per 12’ con l’uomo in più, poi finiscono anch’essi in dieci

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LIVORNO. Speriamo che il Pisa non sia tornato da Livorno con l’idea di aver fatto una bella partita e di non aver meritato di perdere. Se regali un autogol “non provocato” e un’espulsione a un avversario che aveva l’acqua alla gola, devi prendertela con te stesso e non con la sfortuna. Altrimenti andrai incontro inevitabilmente ad altre profonde amarezze.

La sconfitta all’Ardenza, senza segnare contro l’unica squadra del campionato che (oltre ad essere ultima in classifica) aveva sempre visto violata la propria porta nelle prime otto giornate, fa sprofondare i nerazzurri a un solo punto di distanza dai playout. Quella di ieri è stata la sesta partita consecutiva senza vittorie per il Pisa, e ora sarà bene che tutti si rimbocchino le maniche. Da subito, non da domani. Perché martedì sera si torna in campo, contro un avversario ambizioso e forte come la Salernitana.

L’episodio decisivo del match arriva dopo un quarto d’ora, come un fulmine a ciel sereno perché il Livorno non si era quasi mai affacciato nell’area nerazzurra se non per pressare Gori (un po’ troppo sicuro di sé in un paio di disimpegni) ed anzi il Pisa aveva già sfiorato per due volte il vantaggio con Masucci e Marconi.

Tutto nasce da un cross da sinistra di Porcino: sul primo palo l’olandese Braken non riesce a deviare verso la rete, la palla spiove verso il centro e Benedetti, preoccupato dalla possibilità che ci arrivi Raicevic, allunga la gamba destra e beffa il proprio portiere. E sarà l’unico gol della partita.

Per due volte il Livorno proverà a rimettere in carreggiata il Pisa. La prima al 21' quando, su una punizione di Gucher, Braken in barriera devia di testa, la palla si impenna e scavalca Zima ma si stampa contro la traversa. E la seconda al 9' della ripresa quando Bogdan, già ammonito al 38’ pt, entra duro su Siega e lascia il Livorno in 10.

A quel punto, onestamente, avremmo scommesso sulla rimonta. Perché i nerazzurri stavano premendo sempre di più, all’8’ Masucci si era trovato a tu per tu con Zima facendosi respingere il tiro da due passi e poi calciando fuori la ribattuta. Il 3-4-1-2 degli amaranto era stato già arretrato con l’entrata di Rocca per Marras (e poco dopo di Gasbarro per Braken) e rimasti in dieci, gli uomini di Breda erano costretti a lasciare Raicevic nel deserto e a difendersi a oltranza.

Ma ecco il secondo fattaccio. Al 21’ Birindelli, appena entrato al posto di Meroni con il compito di fornire cross dalla destra, dopo un contrasto restava agganciato a terra con Luci. Il capitano livornese da terra lo allontanava con una spinta e lui reagiva con una sbracciata, non violenta a ma plateale, che portava il signor Sacchi (storicamente, il nome di questo arbitro è una sentenza di condanna per il Pisa) ad estrarre il rosso. Poco prima, peraltro, c’era stata la grande occasione per Marconi che anticipa tutti di testa sul bel cross da destra di Meroni da destra, ma la palla terminava a pochi centimetri dal palo.

Andava così a farsi benedire anche il 4-3-1-2 iniziale del Pisa, che continuava a premere sino alla fine ma con minor vigore.

L’ultima arma in mano a D’Angelo, che aveva già sostituito Marin con di Quinzio, era Moscardelli, all'esordio stagionale, al posto di Masucci al 29. E proprio Moscardelli, al 33’ su lancio di Lisi, scodellava al volo da destra una gran palla per Marconi che viene anticipato da Gonnelli a pochi passi dalla porta.

Ma erano in pratica gli ultimi sussulti, perché col passare dei minuti le energie scemavano e il Livorno poteva controllare senza patemi d’animo, ripartendo anche un paio di volte in contropiede.

Se alla fine dei giochi andiamo a contare le azioni e i tiri, il pareggio ci stava tutto. Ma nel calcio ci vuole di più, non bastano i fraseggi o anche gli assalti all’arma bianca. È molto più facile fare risultato senza brillare ma evitando si sbagliare nelle occasioni più importanti. Ogni calo di concentrazione, ogni momento di scarsa lucidità mentale può essere pagato a caro prezzo. E il Pisa lo ha fatto, nella partita in cui gli si richiedeva il 100% delle sue qualità, rilanciando un avversario che poteva staccare in modo deciso. —

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