Toscana
Un Livorno-Pisa col cuore in gola: D’Angelo recupera Lisi e De Vitis
Breda si gioca tutto e schiera tre punte: rilancia Luci e schiera Marras da trequartista dietro a Raicevic e Mazzeo
PISA. Il Pisa ha 10 punti in classifica e la gara di Livorno lo pone davanti a un bivio: in caso di vittoria potrebbe agganciare la zona playoff (distante 2 lunghezze), in caso di sconfitta verrebbe risucchiato in zona playout (le quintultime si trovano a quota 7). Ma se per i nerazzurri il derby odierno (stadio Armando Picchi, ore 18) è un bivio, per il Livorno, ultimo in graduatoria a quota 4, assomiglia a un drammatico all in da poker.
Vincere significherebbe riportarsi a galla, perdere scatenerebbe la contestazione e probabilmente costerebbe subito la panchina all’allenatore Roberto Breda. E anche un pareggio difficilmente riporterebbe la serenità.
Quindi Gucher e soci sanno bene che all’Ardenza troveranno un’atmosfera rovente, come se fosse una finale o una gara decisiva per la salvezza o per la promozione. È una gara che non devono sbagliare. I bookmakers “vedono” amaranto, basandosi sui precedenti e sulla presunta differenza di motivazioni: la forbice per il segno 1 va da 2.20 a 2.45, quella per la vittoria del Pisa da 3.20 a 3.40. Sta proprio ai ragazzi di mister D’Angelo dimostrare che le loro motivazioni, e quindi la grinta e la concentrazione che metteranno in campo, non sono inferiori a quelle degli avversari. Anche perché è una trasferta anomala: i tifosi locali saranno sì in maggioranza, ma la curva Sud sarà gremita di nerazzurri pronti a trasformare il Picchi in un’estensione sonora dell’Arena.
Qui Pisa
Ma la partita non la fanno solo la grinta e la concentrazione. Servono anche la tecnica e un assetto in campo equilibrato e intelligente. Il Pisa arriva a questa sfida in formazione pressoché completa, anche se ieri D’Angelo ha lasciato un po’ di suspence sull’impiego di Alessandro De Vitis, centrocampista di nascita ma ormai diventato perno della difesa: «Valuteremo se rischiarlo solo all’ultimo istante, perché si è allenato solo da giovedì. Tatticamente le scelte non dipendono dalla sua presenza. Intanto ci sarà Lisi che per noi rappresenta un recupero importante».
La presenza di Lisi, che aveva saltato la sfida con il Crotone, è importante anche perché il cursore romano è uno dei pochissimi “tuttocampisti” del campionato cadetto in grado di tenere l’intera fascia sinistra e quindi permettere il 3-5-2 che ha contraddistinto le prime uscite stagionali del team nerazzurro. L’alternativa sarebbe il 4-3-1-2, con o senza De Vitis.
Ma c’è un altro possibile protagonista... in agguato: nel derby potrebbe finalmente esordire Davide Moscardelli. «È pronto per giocare dall’inizio, ma può diventare prezioso anche per dare una mano a gara in corso», ha detto il tecnico, che potrebbe rilanciare da titolare anche Marin dopo tre giornate in panchina: «Marin è stato fuori in due partite perché si era allenato meno per problemi fisici, e con il Crotone perché era tornato tardi dagli impegni con la Romania Under 21. Adesso è in una condizione migliore e può giocare».
Qui Livorno
Breda, come detto, si gioca tutto, e le indicazioni della vigilia fanno pensare a un Livorno pronto a partire all’assalto fin dal primo minuto anche se deve fare i conti con una serie di assenze pesanti: Marsura, Brignola, Stoian e Di Gennaro. Ancora incerta la presenza del capitano Andrea Luci. Gli amaranto sono portati a costruire gioco, non a caso tutti i loro 8 gol sono stati segnati su azione. All’inizio il problema era l’attacco, poi i gol sono arrivati (8 in 4 partite fra Pordenone e Chievo) e i guai si sono spostati dietro, dove gli amaranto si sono scoperti fragili e insicuri: il Livorno non è ancora riuscito a chiudere una partita senza prendere gol.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
