Il Tirreno

Pisa

Confesercenti boccia il progetto dei turisti sul treno Pisa-San Rossore

Un gruppo di turisti in piazza dei Miracoli
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Un gruppo di turisti in piazza dei Miracoli

L’ipotesi avanzata da Dringoli non piace all’associazione Micheletti: «Un regalo al turismo mordi e fuggi»

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PISA. «Spostare i flussi turistici dalla stazione Pisa Centrale a quella San Rossore, con la nuova denominazione Piazza dei Miracoli, rischia seriamente di tagliarli fuori dall’asse commerciale e dai lungarni. Un regalo quindi ad un turismo mordi e fuggi che avrebbe solo lo scopo di visitare la Torre con grande soddisfazione dei grandi tour operator che ottimizzerebbero i loro tempi». È negativo il giudizio di Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, sul progetto lanciato dall’assessore Massimo Dringoli di una metropolitana di superficie che colleghi non solo l’aeroporto alla stazione ma che poi prosegua fino alla Torre.

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«In pratica – sottolinea Micheletti – i turisti che arrivano al Galilei si troverebbero direttamente in piazza dei Miracoli attraverso il collegamento su rotaia, saltando completamente il centro storico. Secondo noi si tratta di un grave errore, soprattutto considerando l’impegno a riqualificare sia l’asse commerciale corso Italia-Borgo che i lungarni. Verrebbe saltato non solo lo shopping ma anche Palazzo Blu, il Museo di San Matteo e quello appena aperto delle Antiche Navi. Il turista, infatti, in molti casi segue la strada più veloce per raggiungere la meta più importante e cioè piazza dei Miracoli».

Secondo Micheletti questo progetto va nel senso opposto dell’idea di percorsi turistici che attraversino la città cercando di aumentare la permanenza dei visitatori a Pisa. «Crediamo che su questo progetto debba avere voce in capitolo anche l’assessore Paolo Pesciatini – insiste il presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord –. Con lui abbiamo sempre parlato di percorsi, magari finalmente indicati con una cartellonistica all’altezza di una grande città turistica quale dovrebbe essere Pisa, per collegare piazza dei Miracoli al centro storico a partire proprio dalla stazione centrale. Se i flussi vengono spostati alla fermata San Rossore è del tutto evidente che questa idea crolla ancora prima di nascere. Un errore anche il cambio di denominazione della stazione stessa, legata a San Rossore storicamente».

Secondo Micheletti quindi occorre un immediato tavolo di confronto con le associazioni di categoria.

«Il turismo - aggiunge - è una materia talmente delicata che ogni piccolo intervento può stravolgere una economia; immaginate sconvolgere i flussi come nel caso del nuovo collegamento. Un esempio? Da mesi facciamo presente come i tour operator entrino in piazza dei Miracoli, per ridurre i tempi, dalla Porta Santa Maria saltando completamente il percorso previsto da largo Cocco Griffi a piazza Manin. Sembrerebbe una cosa banale ed invece vuol dire togliere lavoro alle attività di quell’area. Lavoriamo quindi ad una riqualificazione dei percorsi turistici del centro storico – conclude –, ce ne possono essere moltissimi proprio partendo dalla stazione. Pensare di collegarla direttamente alla nuova Pisa Piazza dei Miracoli quali ricadute positive e soprattutto concrete avrebbe? Secondo noi questa risposta deve venire fuori proprio da un tavolo con i soggetti che a vario titolo sono coinvolti dal progetto, a partire dalle associazioni di categoria». —

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