Toscana
Breda vuole prendersi squadra e città «Siamo pronti, conta solo vincere»
Per il tecnico amaranto la sfida col Pisa è la più importante e pensa di schierare il doppio attaccante
Il derby: «Va interpretato come una finale, non è una gara come le altre. Niente ansia, solo voglia di essere protagonisti». Il momento: «Ho visto cose buone anche a Frosinone, ora dobbiamo portare gli episodi dalla nostra parte. Una vittoria col Pisa potrebbe darci entusiasmo, tranquillità, anche sicurezza». Il bilancio: «Ho perso 6 partite su 8, è strano che non sia già a casa. A volte però sono stato esonerato con la squadra nei playoff, quando non lo meritavo né me lo aspettavo. È il destino».
I primi tweet di Roberto Breda portano alla sfida più attesa, «la più importante da quando sono qui, anche se non dimentico Padova e quello fatto per arrivare a Padova». Ma col Pisa si gioca tutto: la panchina, l’opportunità di riconquistare la città, la svolta e la possibilità di entrare nella storia amaranto. Ci siamo, finalmente il derby. «Sì, il mio primo derby a Livorno. È una partita unica, con un peso superiore alle altre».
E il Livorno la giocherà da ultimo in classifica.
«Conta poco, i derby vanno oltre le classifiche. Anche se avessimo vinto sempre questa sfida avrebbe avuto lo stesso significato, lo stesso sapore».
Gasbarro ha detto: “Vivere o morire”. È d’accordo?
«Sportivamente sì. Stavolta mi interessa solo il risultato, la prestazione può andare in secondo piano: l’importante è avere l’atteggiamento giusto».
Stadio esaurito: dai tifosi si aspetta una reazione?
«Sono venuti al campo alcuni tifosi: hanno ribadito l’importanza di questa gara. Giusto così, poi dipende da noi e da ciò che faremo. Io mi aspetto tante risposte».
C’è il rischio di sentire troppo la partita?
«Spero di no, ma dirlo prima non è facile. Non bisogna caricare troppo i ragazzi, ma prepararli sotto ogni aspetto: abbiamo lavorato sui dettagli, non voglio sorprese».
In che senso?
«Il Pisa cambia spesso modulo, dal 3-5-2 al 4-3-1-2 anche a gara in corso: dovremo essere pronti. E bisogna fare attenzione ai loro attaccanti, quei due (Masucci e Marconi, ndr) hanno qualità e si trovano bene».
Un punto debole?
«A volte il Pisa si spezza in due, a quel punto sarà fondamentale l’interpretazione».
E anche la personalità.
«Beh, se non la tiri fuori in queste partite... I derby si interpretano anche in modo individuale, non solo di squadra: dipende da come lo vivi, da come vuoi essere protagonista».
A Frosinone ha schierato due punte, Marras e Mazzeo, più Porcino: col Pisa si torna al tridente?
«Ogni scelta dipende dal tipo di partita. A Frosinone ho preferito mettere più gamba, anche perché 3-4 ragazzi non giocavano da un po’: non abbiamo creato tante occasioni da gol come in precedenza, ma siamo stati equilibrati. Per il derby abbiamo alternative».
C’è la possibilità di partire col doppio centravanti (due tra Raicevic, Mazzeo e Braken)?
«Può essere, scenderà in campo un undici per vincere».
Ma per ora tutti gli attaccanti hanno deluso.
«Hanno segnato di più gli esterni, ma non sono preoccupato: siamo usciti da partite con numeri stratosferici a livello di occasioni e pericolosità».
Luci e Di Gennaro convocati: come stanno?
«Luci è più avanti, ha saltato meno allenamenti».
Ci sono anche Viviani e Luca Rizzo.
«Non sono pronti per partire. Potrebbero giocare spezzoni, si allenano tutti i giorni col gruppo e mercoledì hanno giocato con la Primavera».
Come sta la squadra fisicamente? Prende gol negli ultimi minuti da quattro gare.
«Non credo che sia un problema fisico, bisogna interpretare meglio i momenti e sfruttare le caratteristiche di chi entra dalla panchina. Le mie squadre hanno fatto meglio nei secondi tempi: è una questione di mentalità, non solo di intensità». Oggi è il giorno perfetto per invertire la rotta. —
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