Sicurezza
Nasce il nucleo specializzato nel contrasto allo spaccio
Pisa, l’annuncio del questore Rossi: «Penso a un gruppo di poliziotti in borghese impegnati a tempo pieno contro droga ed episodi di microcriminalità»
pisa. Un gruppo di almeno quattro elementi da aggregare alla squadra mobile con un obiettivo primario ed esclusivo: occuparsi di contrastare lo spaccio e la microcriminalità nel centro storico.. È qualcosa di più di una speranza per il questore Paolo Rossi. Entro la fine dell’anno il capo della polizia in provincia conta, incrociando le dita, di poter disporre di qualche agente in più. E in parallelo sta pensando di riorganizzare l’assegnazione del personale negli uffici per liberare risorse dalle scrivanie e destinarle alla trincea della strada. È la traduzione in concreto delle indicazioni uscite dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giuseppe Castaldo.
«Non mi sfugge la necessità di garantire tutta una serie di atti amministrativi, dai passaporti ad altri documenti di nostra competenza, senza sacrificare l’organico – spiega il questore –. Detto questo ho in mente un progetto che vorrei realizzare entro la fine dell’anno».
Si tratta di dare vita a un gruppo da inserire in seno alla squadra mobile guidata da Fabrizio Valerio Nocita a cui dare un solo obiettivo. Quello di combattere lo spaccio e tutti gli episodi piccoli o di rilievo di microcriminalità. Dai borseggi ai furtarelli alle auto saccheggiate da ladri-vandali.
Un nucleo di agenti che conoscono le piazze del centro e anche i loro frequentatori a livello di spacciatori».
L’attività della questura prevede già un’attenzione costante sui luoghi della mala-movida con eccessi di alcol e giro di droghe.
La novità a cui sta lavorando il questore è quella di creare una struttura che in maniera continuativa non solo integri il lavoro della mobile, ma si dedichi come principale obiettivo a mettere un freno a spaccio e degrado da codice penale.
«Non si tratta di un’esperienza che nasce da zero ed è nuova come formazione – chiarisce Rossi –. È un rafforzamento a un impegno che già esiste, ma che con un contributo maggiore di uomini può dare risultati più efficaci».
Gli agenti schierati sullo scacchiere della movida tossica non si muoveranno in divisa.
La peculiarità, fondamentale per dare un senso al progetto, è infiltrarsi in borghese. Essere giovani è un requisito che aiuta. È necessario essere credibili quando ci si immerge nel flusso che da piazza Vettovaglie all’area di piazza Garibaldi e Ponte di Mezzo sfocia sui lungarni, tra locali che non si curano di offrire alcol a minori e pusher pronti a fornire gratis i primi assaggi di sostanze ai potenziali clienti.
È il contesto in cui nel mese di agosto una sedicenne è finita in coma e una ragazza da poco maggiorenne era stata attirata da un immigrato conosciuto in serata in una baracca sull’Aurelia per bere una birra.
Per la ragazza in coma prima c’era stata una sequenza che è un affresco di quello che accade in centro.
La studentessa dopo aver fatto il pieno di shottini in un pub poi chiuso dalla questura per sette giorni aveva incrociato uno spacciatore nordafricano.
Eroina e cocaina consumate in strada e dopo qualche ora il malore da ricovero in rianimazione. —
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