Italia
Bus di linea a rischio in attesa della fine del contenzioso sul trasporto pubblico
La Regione ordina a Mobit la vendita di mezzi e immobili Ma Zavanella (Ctt) non ci sta: decisione illegittima
PISA. Stop agli investimenti, alle procedure di assunzione e di svecchiamento del parco mezzi. Nei prossimi mesi, il servizio di trasporto pubblico locale su gomma potrebbe andare incontro ad un blocco totale con la Ctt Nord, l’azienda che gestisce il servizio nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara, che rischia di trovarsi con un presidente dimissionario e svuotata di tutti gli assets aziendali.
In attesa della sentenza del Consiglio di Stato (prevista per la fine dell’anno) e del pronunciamento del Tar (attesa per febbraio), che dovranno mettere fine al duello tra Mobit, il consorzio che riunisce gli attuali gestori del trasporto pubblico su gomma della regione, ed Autolinee Toscane, il raggruppamento d’imprese guidato dal gruppo francese Ratp, la Regione Toscana ha deciso di procedere con l’assegnazione della maxi gara per la gestione dei servizi di trasporto pubblico su gomma nell’intero territorio regionale, provvisoriamente assegnata ad Autolinee Toscane, stilando un cronoprogramma per la cessione degli assets delle società toscane.
Da novembre inizieranno le procedure di vendita dei mezzi e degli immobili all’azienda guidata dal colosso francese che, secondo la Regione, dovrà attivare il servizio dal prossimo gennaio. «Una decisione illegittima», tuona Andrea Zavanella, presidente della Ctt Nord, che si dice pronto a rassegnare le dimissioni se il Tar non accoglie la richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione presentata da Mobit. «La vendita dei beni aziendali – prosegue Zavanella – equivale ad una messa in liquidazione anticipata delle società. È assurdo vendere gli assets senza attendere la sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe ribaltare la decisione. Non sono disponibile a giocare questo finale assurdo: se la partita la vogliono chiudere anticipatamente rimetterò il mio mandato. Fino alla sentenza definitiva non sono disposto a vendere nulla ai francesi, anche perché si rischierebbe il caos generale».
Con il cosiddetto “contratto ponte” in scadenza - l’accordo raggiunto due anni fa per “traghettare” il servizio verso l’aggiudicazione della gara - e un eventuale ribaltamento del Consiglio di Stato, il servizio potrebbe andare incontro a uno stop. «In questo caso – aggiunge Zavanella – l’aggiudicatario (Mobit, ndc) potrebbero non avere più i beni a disposizione, né i mezzi per svolgere il servizio: una situazione assurda».
«Il trasferimento di beni mobili, immobili e l’estromissione dal servizio degli attuali gestori dal primo gennaio, se non sarà sospeso, recherà un danno irreparabile alle aziende che erogano il servizio – aggiunge Mobit – Danno che ricadrebbe sugli oltre 100 Comuni titolari di partecipazioni delle società consorziate di Mobit». Rischi che il presidente della Ctt Nord ha esposto anche in una recente seduta della commissione controllo e garanzia del Comune di Pisa. «È in gioco il futuro assetto di un servizio strategico – sottolineano i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti e il consigliere comunale di Diritti in comune Ciccio Auletta – La Regione deve sospendere il cronoprogramma: prudenza e buon senso esigono che si attenda la sentenza del Consiglio di Stato anche per tutelare l’interesse pubblico, economico e patrimoniale nell’eventualità di una sentenza sfavorevole per Autolinee Toscane». —
Danilo Renzullo
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