Gioco
Tutti con il cartello “Vendesi”, in piazza delle Vettovaglie si alza la protesta
Sabato manifestazione di residenti e commercianti «La notte è fuori controllo, la mattina fiumi di urina»
PISA. Saranno tutti con un cartello in mano e la scritta “Vendesi”. «Non ne possiamo più, qui la situazione è fuori controllo». Sabato mattina in piazza delle Vettovaglie si manifesterà in tutta la sua evidenza la protesta di residenti e commercianti della zona. La loro pazienza ha superato il livello di guardia. «Non ne possiamo più dell’ambiente in cui viviamo e lavoriamo», dice Davide Ricoveri, storico protagonista del commercio ambulante (abbigliamento) nella piazza.
Non è la prima volta che denuncia i problemi delle Vettovaglie. Ma stavolta c’è una bella differenza. Nel suo caso quel cartello “Vendesi” non sarà una provocazione, che corrisponde anche, e soprattutto, ad un grido d’aiuto. «Ho messo davvero in vendita la mia attività», dice e la voce lascia trasparire tutta l’amarezza. «Certo che sono dispiaciuto, ma ho dovuto fare questo passo». Ricoveri è alle Vettovaglie con la sua famiglia, e successivamente in proprio, da 43 anni. Ha deciso di gettare la spugna.
Residenti e commercianti scenderanno in piazza perché arrivati oltre il limite. Proteste e lamentele sono ormai datate. L’associazione Le Vettovaglie negli anni e anche nei mesi scorsi si è data da fare. Si è battuta per la riapertura dei bagni pubblici in piazza Sant’Omobono riuscendo nell’intento. Si è messa a dipingere ed abbellire i caratteristici vicoli che dal lungarno conducono nelle piazze del mercato.
«Ma da un anno a questa parte le cose sono peggiorate ancora. Regolamenti e ordinanze prodotte dalla nuova amministrazione comunale non hanno prodotto risultati», va all’attacco Ricoveri.
Così questi cartelli con la scritta “Vendesi” che saranno affissi su negozi e palazzi sono lo sbocco di insofferenza e paura nella zona. Il risultato di un mix che mette insieme attività di spaccio (che, dicono i residenti, «mai avevano raggiunto questi livelli»), gli effetti della malamovida e il degrado che si portano dietro andando a deturpare un pezzo storico di città che non riesce a riscattarsi.
Il racconto di abitanti e commercianti parte dalle 6 di sera, quando cominciano attività illecite e malamovida, e arriva fino alle 6 della mattina, quando gli operatori di Avr si trovano a dover ripulire piazze e vicoli dalle degenerazioni della notte.
«Alle 18 - raccontano - inizia lo spaccio di droga in via Notari e va avanti fino alla mattina succesiva. Gli spacciatori con loro portano anche casse per la musica che sparano ad alto volume più di quello che farebbe un locale». Il resto, proseguono, «è fatto dal comportamento incivile di chi frequenta la zona e dalla partecipazione di alcuni locali».
L’apice è piazza delle Vettovaglie, ma i problemi si spargono in tutte le vie adiacenti, da via Notari a vicolo del Vigna, dal vicolo delle Donzelle a quello del Porton rosso, fino a piazza Dante. Quelle viuzze sono un tratto distintivo del centro storico nell’area di Borgo. Scorci da cartolina.
Ma i loro anfratti e le volte, in particolare con il buoi della notte e nella stagione fredda anche della sera, sono diventati i migliori alleati per vendere droga e fare i propri bisogni. «Sugli scalini si siedono gli spacciatori nordafricani e quando viene loro chiesto di spostarsi, non lo fanno e passano alle minacce», dice un residente.
Così al mattino, «quando arrivo intorno alle 6.30 - dice ancora Ricoveri - nella piazza e nei dintorni è un fiume di urina e di vomito. Gli operatori delle pulizie svolgono con abnegazione il loro lavoro, ma spesso non è sufficiente per rendere accettabili le condizioni della zona. La mattina la situazione è insopportabile, soprattutto nei fine settimana».
«L’unico assessore che sta affrontando la questione - aggiunge Ricoveri - è Bedini per quanto riguarda il problema dei rifiuti, ma ancora siamo in alto mare. Invece per le tematiche del commercio niente si muove, sono stati fatti solo proclami e questo provoca ancora maggiore dispiacere».
Sabato alle 11 i cartelli con la scritta “Vendesi” diranno a gran voce tutto questo. «Il nostro disagio è forte - dicono i promotori -, non è più possibile vedere la zona in questione condizioni, la situazione è sfuggita di mano». —
Francesco Loi
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