Sicurezza
La città celebra i paracadutisti di ieri e di oggi
pisa. Quella del paracadutismo militare è una storia relativamente recente, ma fondamentale per le vicende belliche italiane. Per questo il Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano ha promosso, insieme al Comune, le “Giornate del Paracadutismo Italiano”, un contenitore di eventi che prenderà il via giovedì con una conferenza dedicata alla battaglia di El Alamein, per concludersi il 29 novembre con “Assalto dal cielo! Le grandi operazioni aviotrasportate eseguite e mancate della seconda guerra mondiale”, cui parteciperanno storici ed esperti.
Tante le iniziative in programma. Oltre alla Festa della Brigata Folgore, prevista per venerdì alla Caserma Gamerra, anche il Museo Storico delle Aviotruppe di Pisa aprirà le porte per tutto il mese in questione con visite gratuite. «Ad oggi siamo l’unico centro di studio in Italia che si occupa della storia del paracadutismo italiano», afferma il professor Federico Ciavattone, direttore del Centro Studi, nato lo scorso aprile a Pisa in seno all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia. «Il nostro obiettivo è raccontare e divulgare queste pagine di storia, spesso tragiche». Pisa ha avuto sin dall’inizio un legame molto stretto con la storia del paracadutismo, come ricorda il Generale di Corpo d’Armata Marco Bertolini, presidente nazionale dell’Associazione paracadutisti: «Pisa, grazie al Centro di addestramento, è la capitale del paracadutismo militare italiano attuale. Dal 1942, data della battaglia di El Alamein, i paracadutisti sono presenti in tutte le operazioni militare italiane fuori area (Libano, Nord Iraq, Somalia, Balcani, Afghanistan). Per questo vanno sì ricordate le glorie del passato, ma senza dimenticare i sacrifici fatti fino ai giorni nostri». Concorde anche l’assessore alla cultura, Pierpaolo Magnani, che ha sottolineato la necessità di un avvicinamento tra le forze dell’esercito e una cittadinanza spesso diffidente e lontana da questa realtà.
Per le visite guidate, è possibile effettuare le prenotazioni a museocapar@cepar.esercito.difesa.it. — S.V.
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