Il Tirreno

Pisa

La giunta di Pisa omaggia il “vero fascista” Niccolai

Cristiano Marcacci
Giuseppe “Beppe” Niccolai, pisano doc, fondatore del Movimento Sociale
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Giuseppe “Beppe” Niccolai, pisano doc, fondatore del Movimento Sociale

Fa discutere la decisione della giunta Conti di intitolare una rotatoria alla memoria del fondatore del Movimento Sociale

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PISA. Laureato in giurisprudenza, è stato un giornalista, un dirigente industriale, un soldato e un politico (eletto deputato nel 1968). «Ma soprattutto – si evidenzia con orgoglio nel sito del Movimento Sociale Italiano (Rievocazione di tutto il percorso parlamentare, e non, dell’Msi) – è stato un fascista che mai ha rinnegato il proprio passato, ma che anzi ne ha sempre esaltato le virtù».

I nostalgici della fiamma che sprigionava il tricolore si riferiscono a Giuseppe “Beppe” Niccolai, pisano doc, nato all’ombra della Torre il 26 novembre 1920 e morto il 31 ottobre 1989. È quello stesso Giuseppe “Beppe” Niccolai a cui l’amministrazione comunale di centrodestra a trazione leghista ha pensato di rendere omaggio con l’intitolazione di una delle nuove rotatorie nella zona del porto di Marina di Pisa. La scelta è sicuramente discutibile e non mancherà di suscitare un vespaio di polemiche, trascinandosi dietro quei rigurgiti per tempi nefasti che ogni tanto emergono da una classe politica che evidentemente ha poco da comunicare al presente per progettare il futuro.

La giunta presieduta dal sindaco Michele Conti ha provato, con la delibera dell’altro giorno, a disinnescare la bomba delle critiche, ma non ce l’ha fatta. Anzi, forse ha peggiorato le cose, intendendo procedere con una soluzione “bipartisan” che solamente nelle menti degli attuali inquilini di Palazzo Gambacorti avrebbe potuto accontentare tutti senza suscitare reazioni e prese di posizione indignate. Quella cioè di annunciare insieme l’intitolazione di tre diverse rotatorie, tutte a ridosso del porto di Pisa, ad altrettanti cittadini illustri della vita pisana «che hanno dedicato gran parte della loro carriera all’impegno politico e amministrativo in favore della città».

È ben avvertibile, a questo proposito, lo stridio delle unghie della vicesindaca e assessora al patrimonio Raffaella Bonsangue sugli specchi: «Con questo atto diamo esecuzione ad una delibera di consiglio comunale già assunta in precedenza. Ci sembrava opportuno in questo caso trovare un’area omogenea, e lo abbiamo fatto andando a individuare tre rotatorie sul litorale che sono in sequenza fra loro, visto che si trattava di un’unica delibera votata sulla base di un accordo politico fra vari gruppi consiliari di maggioranza e minoranza. Nei prossimi giorni fisseremo le date di inaugurazione dei tre spazi pubblici che verranno intestati a tre politici che hanno fatto la storia della città».

Ed ecco piazzati sullo stesso piano Carlo Ciucci, Giuseppe De Felice e Giuseppe Niccolai. Il primo fu presidente dell’Azione Cattolica, il secondo membro autorevole del Comitato Centrale del Pci, il terzo fondatore del Movimento Sociale Italiano e zio dell’attuale consigliere comunale Francesco Niccolai (ovviamente di Fratelli d’Italia). E fascista di razza, secondo i passatisti della fiamma. —

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