Sicurezza
«Un museo nuovo pensato per tutti i pisani»
Lavori conclusi dopo 5 anni. La Primaziale: «Ogni martedì di novembre due visite guidate gratuite per i residenti»
Pisa. Un museo per i pisani, non solo per turisti o ricercatori. È l’obiettivo che vuole raggiungere il nuovo museo dell’Opera del Duomo di Pisa che oggi apre al pubblico dopo un restauro durato 5 anni. Una sfida che l’Opera della Primaziale Pisana è certa di vincere. «Il museo era pensato solo per gli studiosi e gli appassionati – sottolinea il presidente Pierfrancesco Pacini –. Ora, con una cornice più spettacolare, è fruibile da tutti e in particolare dai pisani: da novembre, ogni martedì su prenotazione, organizzeremo delle visite gratuite per il pubblico locale. E siamo certi che le prenotazioni saranno tante da obbligarci a proseguire l’iniziativa anche nel mese di dicembre».
Il museo dell’Opera del Duomo si ripresenta al pubblico completamente ristrutturato e con un nuovo allestimento curato dagli studi di architettura di Adolfo Natalini e di Magni & Guicciardini, coordinati dall’ingegner Giuseppe Bentivoglio (direttore dei lavori per conto della Primaziale), da Giuseppe Lo Presti e con la supervisione dello storico dell’arte Marco Collareta. «Vuole essere uno strumento per permettere di riscoprire la città», conferma l’esperto di storia medievale e docente dell’Università di Pisa.
Il museo dell’Opera del Duomo si sviluppa su 3.000 metri quadrati interni, disposti su due piani, e su una porzione del porticato esterno. Le 380 opere esposte sono suddivise in 26 sezioni ospitate in 25 sale interne e nel chiostro esterno. Apposite didascalie e postazioni multimediali realizzate dal laboratorio Percro della Scuola Sant’Anna, diretto da Massimo Bergamasco, facilitano la vista del museo.
L’esposizione raccoglie e conserva capolavori e memorie provenienti dai monumenti della piazza dei Miracoli, opere di volta in volta sostituite o con altre più “attuali” o con copie. Rispetto al passato, il percorso espositivo si arricchisce anche di nuove opere restaurate: il Trittico della Madonna in trono e santi, tempera e oro su tavola realizzata da Spinello Aretino o la corona, lo scettro, il globo e un drappo dell’Imperatore Enrico VII recuperati nel 2014 in occasione della ricognizione della sua tomba (custodita nel transetto destro della Primaziale).
Il museo, spiega ancora il presidente Pacini, «è stato arricchito di nuovi importanti materiali, privato di alcune eccedenze e ripensato nei criteri espositivi in modo da restituire al meglio la valenza originaria delle opere e dei monumenti da cui provengono: un allestimento che si presta a una più facile e appassionante lettura». Come già scritto, ogni martedì di novembre sarà possibile partecipare a una visita guidata gratuita (alle 10.30 e alle 17.30) prenotando con una mail all’indirizzo mod@opapisa.it e attendendo mail di conferma da parte della segreteria dell’Opera entro il giorno prima della visita. —
Giuseppe Boi
Altro servizio a pagina 17
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