Il dolore
«Risorse in più per la città»
Michele Conti: la ricognizione è un lavoro mai svolto e consentirà di fare chiarezza Così non sarebbe mai saltato l’affare per l’ex Telecom
PISA. «Una volta per tutte vogliamo capire gli immobili che abbiamo, quanto valgono e indirizzare di conseguenza le nostre scelte. Sono proprietà che vanno messe a reddito per destinare ulteriori risorse all’azione amministrativa».
Sindaco Conti, per questo vi siete rivolti ad un advisor, una società specializzata, stanziando ben 250mila euro per questo incarico?
«Si tratta di un lavoro che non è mai stato fatto. Una catalogazione puntuale, risultato di una ricognizione specifica, e con stime adeguate, diventa uno strumento essenziale dell’azione amministrativa. Le risorse che impieghiamo derivano da risparmi al capitolo patrimonio».
Come replica a chi accusa la giunta di voler fare cassa svendendo il patrimonio?
«Che non c’è nessuna svendita in corso. Che ci sono situazioni, penso alla Mattonaia, ferme da anni. Riuscire a sbloccarle significherebbe tanto. Una larga parte del patrimonio comunale non viene utilizzata per attività istituzionali. Abbiamo trovato case popolari con la muffa e strade rotte. Più risorse a disposizione vuol dire maggiori possibilità di spesa e di intervento».
Ritiene dunque di dover rimediare a quanto rilevato dalla precedente amministrazione?
«Ogni tanto spunta qualcosa per la quale ci dicono: ma non sapevate che è del Comune? Non è possibile. Una catalogazione serve per fare chiarezza. Se ci fosse stata chiarezza, anzitutto di stime, credo proprio che il palazzo ex Telecom a suo tempo sarebbe stato venduto com’era nei programmi. Capisco anche che negli scorsi anni l’andamento del mercato immobiliare non abbia agevolato le vendite».
Certo che non tutto quanto avete inserito nell’elenco potrà essere venduto...
«Infatti valuteremo di situazione in situazione. I terreni, ad esempio, possiamo anche venderli tutti. Per gli immobili gli scenari sono differenti».
Anche la Stazione Leopolda è finita nell’elenco...
«Semplicemente perché non è un bene che serve all’attività istituzionale. L’idea non è di venderla, anche perché non credo che il mercato sarebbe ricettivo. Fino al 2021 sarà in concessione alle associazioni attuali. Poi valuteremo».
E Santa Croce in Fossabanda? E la Mattonaia?
«Fossabanda vorrei tenerlo ed affittarlo. La Mattonaia la vorrei alienare». —
F.L.
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