Il Tirreno

Pisa

imputato di furto e peculato 

Carabiniere in aula: «Ho preso gli orologi ma non il denaro»

P.B.«

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pisa. «Non ho preso i soldi. L’orologio sì. E anche 33 orologi contraffatti».

È stato il giorno dell’esame dell’imputato nel processo in cui è finito davanti al primo collegio del Tribunale, il brigadiere Alessandro Ferrari, 46 anni, da tempo trasferito a Firenze dopo aver fatto parte del nucleo operativo dei carabinieri di Pisa. Rispondendo alle domande del pm, Giancarlo Dominijanni, il militare, difeso dagli avvocati Marialuisa Bresciani e Alessandro Gava, ha respinto l’accusa di aver arraffato i soldi dei pusher durante una perquisizione domiciliare. Sugli orologi, invece, ha ammesso le sue responsabilità.

Ferrari è a processo per peculato, furto aggravato e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Lo accusano due pusher maghrebini, assistiti dagli avvocati Sara Baldini e Ottavio Bonaccorsi, che si sono costituiti parte civile. Il brigadiere, all’epoca dei fatti in servizio al nucleo operativo, deve difendersi da diverse contestazioni. Non solo aver preso soldi e orologi, ma anche e aver falsificato il verbale dell’intervento.

Le indagini furono aperte dopo la segnalazione di un commilitone dell’imputato. All’inizio anche un altro militare era stato indagato, ma poi la sua posizione è stata ritenuta priva di responsabilità penali.

Secondo la Procura Ferrari dopo aver trovato un orologio di un certo valore lo avrebbe preso, facendolo sparire alla vista dei colleghi. Nell’ispezionare l’abitazione a Pisa si sarebbe anche imbattuto in qualche centinaio di euro. Soldi occultati dai pusher in un nascondiglio scovato dal brigadiere. Dopo l’orologio sarebbe svanito anche il denaro. E, infine, nel redigere la relazione di servizio, Ferrari avrebbe omesso di annotare il sequestro dei soldi. Nessuno si sarebbe accorto della perquisizione “anomala” del carabiniere se lo spacciatore non si fosse lamentato con un altro militare. Di qui la segnalazione ai superiori e l’avvio dell’indagine sfociata nel processo. Prossima udienza a febbraio. —

P.B.«

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