Sicurezza
Scieri, inchiesta chiusa dopo la consulenza della prof Cattaneo
A giorni il deposito della perizia sulle cause del decesso Si cerca di capire se Lele poteva essere salvato
pisa. La Procura attende il deposito della consulenza per poi chiudere l’inchiesta inviando l’avviso di chiusura delle indagini.
Manca solo il responso della professoressa Cristina Cattaneo su come e perché è morto Emanuele Scieri, il 26enne parà siracusano, trovato senza vita ai piedi della torre di asciugatura dei paracadute nella caserma Gamerra il 16 agosto 1999.
La consulenza dell’anatomopatologa è l’ultimo atto atteso dagli inquirenti per chiudere le indagini riaperte a distanza di quasi vent’anni dall’episodio dopo la relazione della commissione parlamentare d’inchiesta.
Una rilettura degli atti, un approfondire e circostanziare le testimonianze di chi allora era nella caserma il 13 agosto, il giorno dell’arrivo di Scieri e del suo mancato ingresso nella camerata.
Tra i compiti affidati alla professoressa Cattaneo e al suo staff c’è anche quello di ricostruire con simulazioni video cause e dinamica della morte di Scieri.
I quesiti riguardano cause e dinamica della morte di Scieri; se ci sono stati elementi non compatibili con la caduta, nel caso in cui sia ritenuta la causa del decesso; quanto è rimasto in vita il parà.
Una morte istantanea farebbe ipotizzare il reato come omicidio preterintenzionale, già prescritto.
Un decesso arrivato dopo ore, causato dai mancati soccorsi degli autori degli atti di nonnismo, darebbe credito alle contestazioni della Procura, sostenute dal procuratore capo Alessandro Crini e dal sostituto Sisto Restuccia.
I tre indagati per omicidio volontario in concorso, Alessandro Panella, Andrea Antico (l’unico che ha scelto di proseguire la carriera militare, ndr) e Luigi Zabara, vivono tra Cerveteri, Frosinone e Rimini.
Gli avvocati Tiziana Mannocci e Marco Meoli difendono Panella; Andrea Di Giuliomaria e Mariateresa Schettini assistono Zabara.
Secondo l’accusa i tre indagati la sera del 13 agosto 1999 dopo aver fatto spogliare e picchiato Scieri, neo laureato in Giurisprudenza, lo avrebbero obbligato a salire sulla torre di asciugatura e poi fatto pressione con gli scarponi sulle nocche delle dita.
La caduta da cinque, sei metri provocò lesioni mortali con un’emorragia interna letale. Un volo con relativo impatto con il suolo i cui effetti, con la nuova autopsia e la rilettura degli atti da parte della professoressa Cattaneo e delle sue collaboratrici, dovranno essere rielaborati attraverso le consulenze.
Dirimente sarà la risposta al quesito se quelle fratture siano state capaci o meno di causare un decesso istantaneo. O se Emanuele poteva essere salvato con un soccorso immediato. —
Pietro Barghigiani
Altro servizio a pag.11
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