Olimpiadi 2032, un'opportunità anche per Pisa: «Ruolo centrale nella Toscana»
Sanzo, presidente del Coni regionale: prospettiva suggestiva. Non mancano i problemi, ma è giusto investire sullo sport
PISA. «Un’idea suggestiva, da ex atleta la trovo molto interessante». Sulla candidatura dell’asse Firenze-Bologna per le Olimpiadi 2032 si esprime così Salvatore Sanzo, medaglia d’oro di scherma ad Atene 2004, segretario generale della Federazione Italiana Canoa-Kayak e presidente del Coni Toscana, oltre che ex assessore. «Pisa - aggiunge subito - dovrebbe rivendicare un ruolo, perché se è vero che la manifestazione vedrebbe Firenze e Bologna baricentriche, la nostra città ha comunque carte importanti da potersi giocare». Sanzo non nasconde le tante problematiche sulla strada di una candidatura olimpica: «È evidente che si tratti di una prospettiva attraente, pur con numerose difficoltà sotto tutti i punti di vista. A cominciare, sicuramente, da quelle di carattere infrastrutturale. E non mi riferisco solo alle infrastrutture sportive. Ci solo limiti che solo un’azione straordinaria consentirebbe di superare nel contesto di un’organizzazione articolata e complessa».
Non da meno, a certe condizioni, Sanzo comunque ci proverebbe: «Sì, anche perché Roma è stata un’occasione persa. Siamo sempre in tempo per recuperare un’Olimpiade in Italia. Sarebbe una grande opportunità anche per i posti di lavoro che sarebbe in grado di creare». La sua conclusione: «C’è la disponibilità delle amministrazioni a mettersi in gioco. Ed io sostengo questa posizione. È necessario un ragionamento complessivo, che richiede studi approfonditi e tempo. Oltre al pieno appoggio ai più alti livelli istituzionali». —
I PUNTI DI FORZA DEL TERRITORIO PISANO
Tutte le potenzialità di Roffia
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Il bacino di Roffia, nel territorio di San Miniato avrebbe le potenzialità per ospitare anche una competizione olimpica. Di questo è convinto Salvatore Sanzo, atleta ai massimi livelli con la scherma, ma da qualche anno esperto anche del settore dei remi, essendo il segretario generale della Federazione Italiana Canoa-Kayak. «Certo - precisa Sanzo - ci sarebbero da fare investimenti importanti per adeguarlo. Sono stato da poco in Ungheria per i Mondiali e in quel bacino hanno speso 12 milioni di euro per renderlo adatto all’occasione». Il bacino di Roffia fa parte di un progetto complessivo di recupero ambientale dell’ex area di cava e può vantare standard internazionali per il canottaggio in termini di infrastrutture. «Ricordo - conclude Sanzo - che investire in strutture sportive non sono mai soldi buttati via».
Il Centro Coni di Tirrenia
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In caso di Olimpiadi in Toscana, Pisa potrebbe mettere sul piatto anche le strutture del Centro Coni di Tirrenia. «Il Centro ha tutte le caratteristiche necessarie per essere sede di allenamento pre-olimpico, ma anche di villaggio per ospitare una Nazionale», sottolinea Salvatore Sanzo. Il Centro Coni di Tirrenia si trova a 1,5 km dal mare all’interno di un’oasi verde di 43 ettari di macchia mediterranea, nel Parco naturale di San Rossore: un contesto unico per l’attività di preparazione tecnica di alto livello per le squadre nazionali e le più importanti Federazioni Sportive Nazionali ed Internazionali, tra le quali quelle di Rugby, Baseball, Tennis, Ginnastica, Scherma, Basket, Atletica. Tanti i campioni che lo hanno frequentato, dalle tenniste Schiavone e Pennetta, al boxeur Clemente Russo.
Nuoto di fondo sul litorale
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Pisa non ha impianti sportivi tali da pensare di ospitarvi una competizione olimpica. «Ma ha l’ambiente adatto per gli sport d’acqua in mare», è l’idea/proposta di Salvatore Sanzo. Una possibilità che finora non era emersa. Eppure il litorale pisano in effetti sembra ben prestarsi. Sanzo fa l’esempio, a proposito di nuovo, della 10 chilometri di fondo. L’Italia in questa disciplina può allineare una campionessa come la fiorentina Rachele Bruni, nello scorso luglio medaglia di bronzo ai Mondiali di nuoto di Gwangju, in Corea. Era già stata medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Rio. Insieme all’utilizzo del Centro Coni di Tirrenia, il mare pisano come campo di gara sarebbe un eccezionale spunto promozionale per tutto il litorale.
Il ruolo dell'aeroporto Galilei
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Non solo impianti sportivi, ma anche logistica. Pisa, secondo Salvatore Sanzo, dovrebbe conquistarsi un ruolo centrale in caso di un’Olimpiade che coinvolgesse l’intero territorio toscano e la costa in particolare. E questo ruolo centrale della città sarebbe svolto soprattutto attraverso l’aeroporto internazionale Galilei, con le sue piste d’atterraggio e la sua posizione collegata agli snodi autostradali. «L’aeroporto di Pisa - dice il presidente del Coni Toscana - è una struttura pronta, da migliorare sicuramente in alcuni aspetti. Sicuramente però ha caratteristiche adatte e può offrire più dell’aeroporto di Bologna. Pisa, partendo da questo, dovrebbe rivendicare un ruolo che la porrebbe al centro della manifestazione olimpica».
IL CORAGGIO DI PECCIOLI DI SOGNARE DA CAPITALE
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Tentar non nuoce, come recita il vecchio adagio, ma di acqua sotto i ponti (altro abusato proverbio) ne deve passare molta. Intanto, si deve vedere se va avanti la candidatura per le olimpiadi 2032 di Firenze-Bologna, poi questa deve essere approvata, e da allora (soltanto da allora) muoversi per vedersi assegnare le varie prove sportive.A Peccioli, va detto, il coraggio non manca. Non è mai mancato. E così si tuffa a capofitto nel promuoversi come terreno di battaglia della prova in linea di ciclismo su strada a cinque cerchi. Forte dell’esperienza avuta «con la candidatura di Peccioli, insieme a Lucca, a ospitare i mondiali di ciclismo del 2009». Candidatura che non andò (non poteva andare) a buon fine perché appena l’anno prima fu Varese a ospitare la prova iridata. Però la candidatura «superò l’esame tecnico dell’Unione ciclistica internazionale», segno che i 67 anni di Coppa Sabatini - ora anche i quattro del rinnovato Giro della Toscana - stanno facendo punti. Lo ribadisce lo stesso Renzo Macelloni, sindaco di Pecioli: «La Coppa Sabatini e il Giro della Toscana, grazie alla sinergia con il Comune di Pontedera, rappresentano un punto fermo del ciclismo nazionale fino a diventare una delle gare più importanti nella preparazione del Mondiale di ciclismo».
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Fabiana Luperini: il circuito sarebbe spettacolare
«Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo non mi pronuncio, non ho una tale esperienza, ma per il circuito posso dire che potrebbe essere spettacolare e ricco di possibilità di attacchi anche da lontano».Fabiana Luperini, plurivincitrice di titoli italiani, di Tour de France e Giri d’Italia nel ciclismo femminile, non ha dubbi sulla bellezza del nostro territorio e di conseguenza del circuito che potrebbe scaturirne in chiave olimpica. «Non ho organizzato gare, quindi me ne sto in silenzio, ma in bici - osserva - ho fatto migliaia di chilometri e un percorso a cinque cerchi sulle nostre strade lo vedo bene. E altrettanto bene hanno fatto a farsi avanti anche se, ovviamente, c’è molta strada da fare». Secondo Luperini, a ragione, «non bisogna dimenticare poi che la nostra regione vive di ciclismo, ha migliaia di appassionati, e la strada della prova olimpica avrebbe molti tifosi ai bordi. Magari proponendo un circuito lungo per finire su quello della Coppa Sabatini»
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Matteo Franconi: strada in salita, ma parliamone
«Il territorio, il nostro territorio, ha tutte le caratteristiche per ospitare una manifestazione del genere. E rendere appetibile, gustosa, lottata la corsa che vale la maglia delle olimpiadi del ciclismo». Così Matteo Franconi, sindaco di Pontedera, che già collabora con "quelli" di Peccioli nell’allestimento del Giro della Toscana, da quando questa gara parte e arriva a Pontedera. Il giorno prima della Coppa Sabatini, in un’accoppiata che si sta rivelando dalla formula vincente.«Si tratta di un’opportunità bella e buona, qualora si andasse avanti. Mancano ancora 13 anni e gli ostacoli da evitare sono davvero molti e di varia natura. Come, per esempio, le regole, le disposizioni per le gare. Ripeto: il paesaggio lo possiamo offrire, resta da vedere se possiamo fare altrettanto se tutto quanto lo rapportiamo ai regolamenti imposti per le varie gare».Matteo Franconi conclude: «La strada è in salita, però possiamo cominciare a parlarne».
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Claudio De Angeli: un territorio con peculiarità davvero uniche
«Ha fatto bene, Macelloni, a buttarsi nel calderone delle proposte per le eventuali olimpiadi in Italia, e nella fattispecie in Emilia Romagna e in Toscana».Ecco Claudio De Angeli, ex presidente del comitato provinciale della Federazione ciclistica e anche organizzatore di centinaia di gare di ogni categoria, non ultima la Settimana tricolore in provincia nel 2004.« Ha fatto proprio bene - ribadisce - perché le caratteristiche del nostro territorio sono davvero uniche. E le esperienze maturate in questi anni dai vari protagonisti nell’organizzazione delle corse non è un fattore da non tener presente. Insomma, le carte in regola ci sono tutte e le olimpiadi sono una bella e grande opportunità».De Angeli va oltre, alla luce di quanto visto anche nell’organizzazione dei recenti mondiali di ciclismo nello Yorkshire: «Tenendo conto di come siano sufficienti così ben pochi capisaldi per avere il benestare degli organismi, a Peccioli non avrebbero timori».
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Rossano Signorini: mettiamoci intorno a un tavolo
«Di sicuro è un progetto ambizioso, ma a volte ci si azzecca». Così Rossano Signorini, amministratore delegato di Ecofor service, vale a dire dello sponsor principale del Giro della Toscana di ciclismo. E pure lui grande appassionato della bici dove ha conquistato titoli di rilievo tra gli Amatori.«Proprio perché è ambizioso non è detto che non possa andare in porto - riprende - anche se la strada è lunga e tanti sono gli step che bisogna seguire e superare».«Avere le olimpiadi del 2032 in casa nostra con il ciclismo? Sarebbe fantastico. La proposta, o l’idea non so come definirla del sindaco Macelloni, merita senza ombra di dubbio di essere approfondita. E se c’è da mettersi seduti ad un tavolo per valutarla e trovare gli sbocchi, sediamoci pure. Io non mi tiro certo indietro».Secondo Signorini, ovviamente, è di primaria importanza arrivare «a trovare le risorse occorrenti, perché si tratta di una bella prova organizzativa».
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Michele Bartoli: qualche perplessità sulla logistica
«Un evento di portata internazionale. Credo che l’emozione per tutta la zona e la provincia di poter eventualmente ospitare una manifestazione del genere sia indescrivibile».Michele Bartoli, che di corse in bici ne ha fatte davvero tante e molte si sono risolte con la sua vittoria, ormai una ventina di anni fa, trova l’idea pecciolese da praticare e «davvero fantastica».«Non ho dubbi sull’esperienza organizzativa delle varie parti coinvolte, che poi sarebbero supportati dagli organizzatori generali del Cio. Quindi una garanzia totale».Una perplessità, tuttavia, Bartoli la trova nella logistica: «Impensabile far concludere la prova olimpica dove si conclude da sempre la Coppa Sabatini. Non c’è spazio né per i pullman delle tv, né per le tribune stampa o ospitality. Questa sarebbe l’unica cosa da ritoccare e da rivedere in fase di allestimento». Sul circuito lo stesso ex campione si dice possibilista per un anello iniziale che porti il gruppo fino a Pisa e Volterra per renderlo impegnativo».
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Paolo Bettini: fate bene a buttarvi nella mischia
«Che la Regione, e tutti gli enti in qualche modo coinvolti, si adoperino per la manifestazione, facciano squadra per convincere il mondo intero che le olimpiadi del 2032 siano fatte in Toscana».Paolo Bettini, con la sua proverbiale schiettezza, si dice convinto che se così fosse verrebbe fuori «uno spettacolo a cinque cerchi». E il Grillo se ne intende, essendo stato campione olimpico su strada ai Giochi di Atene 2004 e campione del mondo nel 2006 e 2007.«Sulla validità storica e le competenze organizzative degli amici di Peccioli non ho dubbi. E bene hanno fatto a buttarsi nella mischia. Mancano 13 anni è vero, ma gli ultimi otto sarebbero tutti occupati dall’organizzazione in loco. Quindi c’è da lavorare».Anche sul percorso, Paolino Bettini fa lavorare la sua esperienza e lancia un’idea favolosa: «Il percorso iniziale lo farei arrivare a Peccioli direttamente da Firenze. Alle olimpiadi di Pechino, ricordo, si partì dalla capitale e si arrivò alla Grande muraglia».
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