La protesta
I “fantasmi” di Jobs Olivetti e Turing occupano il caveau delle Benedettine
L’Apple I, la Cep e Enigma sono i pezzi pregiati della mostra sulla storia dei computer allestita dall’Università di Pisa per l’Internet Festival 2019
Pisa. Steve Jobs, Adriano Olivetti e Alan Turing hanno preso casa alle Benedettine. Il loro lavoro e le loro intuizioni hanno ripreso vita nel caveau del centro congressi. Lì, in occasione dell’Internet Festival, l’università di Pisa ha allestito la mostra “Hello world” in cui è possibile ammirare Enigma, la Cep (Calcolatrice elettronica pisana) e l’Apple I. Pezzi di storia dell’evoluzione tecnologica visibili grazie a un percorso narrativo in cinque sezioni che descrivono l’evoluzione degli strumenti per il calcolo, dalle macchine meccaniche fino ad arrivare ai computer Apple, coprendo un arco temporale che va dalla seconda metà dell’ottocento fino a primi anni duemila.
«Non una semplice mostra per presentare una serie di macchine – spiega Fabio Gadducci del dipartimento di Informatico dell’Università di Pisa –, ma un allestimento con video, musica ed esperienze di realtà virtuale che possa prendere per mano il visitatore e farlo immergere nella storia dello sviluppo tecnologico». «Una storia, quella dell’informatica, che è una storia dell’Italia che parte da Pisa», sottolinea Chiara Bodei, docente di informatica e presidente del Sistema museale di Ateneo, ricordando che la mostra si colloca all’interno delle celebrazioni di Informatica 50, per il cinquantesimo anniversario dall’istituzione, a Pisa, del primo corso di laurea italiano in Informatica.
E nella città culla dell’informatica italiana, grazie alle mostra allestita alle Benedettine, è possibile ripercorrere l’evoluzione tecnologica dalle prime calcolatrici ai moderni desktop e laptop passando attraverso il computer di bordo del Lem. Il tutto in un percorso museale fatto di colori, video, musiche ed esperienze di realtà virtuale per approfondire, passo dopo passo, come si è arrivati ai moderni smartphone.
Tra tutti i pezzi in mostra emergono tre chicche assolute: i già citati Enigma, Apple I e Cep. La prima è la macchina elettro-meccanica per cifrare e decifrare messaggi utilizzata dai nazisti per le comunicazioni durante la seconda guerra mondiale. Una tecnologia sconfitta da Alan Turing e dalla sua macchina, di fatto il primo computer. Ci sono poi la Cep, il primo elaboratore dati italiano creato dall’Ateneo pisano con la collaborazione di Olivetti, e quindi l’Apple I il primo personal computer materialmente assemblato da Jobs nel garage di casa. Non semplici macchine ma pezzi di stoira. —
G.B.
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