Il Tirreno

Pisa

cisanello 

L’ospedale terra di nessuno, anche siringhe piene di sangue negli spogliatoi del personale

Sabrina Chiellini

Nuova razzia notturna tra gli armadietti degli infermieri. Carbocci (Nursind): «Nessuno ha mai fatto nulla»

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PISA. Non c’è un armadietto negli spogliatoi degli uomini dell’edificio 30 dell’ospedale di Cisanello che non sia stato forzato o danneggiato, C’è chi, dopo i frequenti furti, ha sostituito a proprie spese le serrature rotte, mettendoci dei lucchetti. E chi ha trovato modo di fare anche dell’ironia scrivendo su un armadietto che quella è la casa dei barboni. Tanto ormai i ladri hanno imparato la strada e poi nei sotterranei dell’ospedale, difficili da controllare, c’è anche chi talvolta è stato trovato a dormire. Il personale è al limite della sopportazione: in alcuni reparti è possibile entrare tranquillamente utilizzando le scale di emergenza. In teoria in questo modo chiunque ha accesso in corsia. Nei giorni scorsi un’infermiera, oltre a trovare l’armadietto forzato, ha scoperto che nella sua borsa era stata conficcata una siringa. Non deve essere stata una bella situazione. Alcune porte degli spogliatoi, che dovevano essere dotate di codice di accesso, restano sempre aperte. E il furto è presto fatto per chi decide di entrare, soprattutto di notte.

A lanciare di nuovo l’allarme sicurezza, dopo che nell’estate ci sono stati furti anche al Santa Chiara con i pazienti che di notte si sono svegliati con i ladri ai piedi del letto, è il segretario provinciale del Nursind Daniele Carbocci.

«Nei giorni scorsi – racconta – si è verificato l’ennesimo furto a danno di dipendenti in servizio nei reparti degli edifici 30 e 31 nel presidio ospedaliero di Cisanello. Negli spogliatoi ubicati al piano seminterrato dell'edificio 30 e al 31 (Dea) sono stati scassinati armadietti e sottratti valori e indumenti personali, con dipendenti costretti a tornare a casa con la divisa da lavoro. In una borsa di una collega è stata trovata addirittura conficcata una siringa piena di sangue e (sia negli spogliatoi del 30 che del 31) le docce sono state usate come water closet con feci sparse ovunque».

Il Tirreno è andato a verificare ed effettivamente sono più gli armadietti rotti di quelli ancora con le serrature al loro posto.

«Quanto denunciamo non è che l'ultimo di una lunga serie di furti che vede vittima il personale che lavora sia a Cisanello che al Santa Chiara. E non è che l’ultimo di una serie di danneggiamenti e intrusioni che sono ormai all’ordine del giorno, con il personale sanitario che si trova sempre più spesso faccia a faccia con gli intrusi, subendo minacce e rischiando la propria incolumità».

Di notte per i dipendenti «diventa veramente pericoloso pensare di recarsi negli spogliatoi, magari per cambiarsi una divisa che si è sporcata, senza temere di fare brutti incontri», aggiunge il rappresentante sindacale degli infermieri. Il sindacato chiede alla direzione aziendale e alle figure responsabili della sicurezza di dare risposte senza trincerarsi dietro ad un muro di gomma. «Nessun intervento strutturale è stato fatto e anche quegli accorgimenti che in passato erano stati presi (porte con apertura con badge personale) non sono più funzionanti».

A preoccupare ora non sono solo i ripetuti furti ma anche il silenzio assordante di chi dovrebbe intervenire. —

Sabrina Chiellini

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