Il Tirreno

Pisa

Pugno in faccia a un calciatore: ultrà patteggia un anno

Pietro Barghigiani
Pugno in faccia a un calciatore: ultrà patteggia un anno

Un altro tifoso condannato in abbreviato per lesioni. Il giocatore non era neanche sceso in campo. È stato risarcito

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PISA. Prese a pugni un calciatore del Cenaia. Un cazzotto in faccia che procurò al giocatore allora 19enne la rottura del cristallino dell’occhio destro oltre alla lesione del setto nasale.. A distanza di tre anni dall’episodio dopo il match Cenaia-Cecina (settembre 2016 campionato di Eccellenza) Marco Frascadore, 29 anni, di Cecina, ha patteggiato un anno per lesioni personali.

Un altro imputato per lo stesso reato, Daniele Giannini, anche lui cecinese, è stato condannato in abbreviato a 8 mesi. Era difeso dall’avvocato Enrico Marinai che assisteva altri due imputati assolti dal Gup Giuseppe Laghezza, Filippo Bianco e Alberto Bartoli, 57 anni, accusato di aver offeso le forze dell’ordine. Pm in udienza Miriam Pamela Romano. Per Frascadore e Giannini, colpiti da un Daspo della durata di alcuni anni, a breve verrà presentata istanza di revoca del provvedimento che inibisce l’accesso agli impianti sportivi.

La parte offesa, il calciatore Ludovico Ciappi, 21 anni, di Pisa, è stata risarcita ed è uscita dal processo dove era rappresentata dall’avvocato Stefano Ercoli. L’episodio risale all’11 settembre 2016. Dopo la partita Ciappi, che tra l’altro quel giorno non era neanche sceso in campo, venne aggredito da alcuni tifosi del Cecina.

Come ricostruito dagli investigatori, verso le 17,30 di quel giorno, il ragazzo, che pur non avendo preso parte alla partita indossava la maglia del Cenaia, era stato colpito al volto con schiaffi e pugni da un gruppo di ultrà del Cecina. Un assalto gratuito con Ciappi ricoverato a Cisanello per un trauma all’occhio destro. Venne picchiato mentre stava per salire sulla macchina dove l’aspettava il padre, l’avvocato Arduino Aldo Ciappi. Il papà che è stato sentito nelle ultime udienze come testimone oculare dell’aggressione ai danni del figlio.

Al di là delle indicazioni dell’avvocato, la Digos della questura pisana si è mossa anche su altre strade, come la videosorveglianza, per ricostruire l’agguato e attribuire nomi e volti ai responsabili. In udienza preliminare la brutta pagina di tifo violento contro un calciatore si è chiusa con due assoluzioni, una condanna e un patteggiamento.

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