Sicurezza
Parco, l’economato cambiava assegni come una banca
pisa. L’ufficio economato dell’Ente Parco come uno sportello bancario al quale presentarsi, da dipendenti, per cambiare assegni in cash. È uno degli elementi emersi nell’udienza di ieri mattina al processo a carico di ex dirigenti e funzionari dell’Ente Parco di San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli.
Sono stati sentiti un sottufficiale della Guardia di finanza e tre dipendenti davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Mirani, a latere Frizilio e Messina) nel quale sono imputati Sergio Paglialunga, 65 anni, di Pisa, ingegnere, da tempo al vertice del parco delle Foreste Casentinesi; l'ex ragioniere capo dell'organismo, Vittorio Monni, 67 anni, di Pontedera; Massimo De Prosperis, 64 anni, di Pisa all’epoca dei fatti addetto all'ufficio ripristino del servizio di pianificazione del territorio. Sono stati rinviati a giudizio per peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico. Paglialunga e Monni sono assistiti dall’avvocato Stefano Del Corso e De Prosperis dall’avvocato Alessio Bertola. Paglialunga deve rispondere, anche in concorso, di una serie di reati che vanno dall’abuso d’ufficio al falso ideologico. Monni di concorso in peculato, abuso d’ufficio e falso ideologico con Paglialunga. A De Prosperis vengono addebitati episodi circoscritti riferiti all’uso dell’auto di servizio per portarsi dal parco di San Rossore a Pisa e di un telefono aziendale. Pubblico ministero Flavia Alemi, titolare dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza che nel 2014 portò anche a sequestri di centinaia di documenti nella sede dell’Ente Parco a San Rossore. Le prossime due udienze fissate a ottobre e novembre salteranno e si tornerà in aula a dicembre. —
P.B.
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