Il Tirreno

Pisa

Il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli 

«Va difeso ogni centimetro dell’attuale area protetta»

«Va difeso ogni centimetro dell’attuale area protetta»

Le associazioni ambientaliste rilanciano l’importanza del nuovo Piano del parco «È un bene per tutti, grazie all’Ente sono stati bloccati i cattivi odori a San Piero»

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Pisa. «Non si ceda neanche un centimetro del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Anzi, ci sia un impegno perché la sua area venga estesa». È quanto chiedono le associazioni ambientaliste (Amici della Terra Versilia, Legambiente circoli Pisa e Versilia, Lipu Pisa, Wwf Alta Toscana) sollecitando gli enti perché il nuovo Piano del parco valorizzi l’eccellenza che Migliarino San Rossore Massaciuccoli rappresenta in un’area intensamente urbanizzata come la Piana Pisana e la Versilia.

«Occorre – chiedono le associazioni ambientaliste in una nota – una visione che riconosca il ruolo vitale che la biodiversità del Parco svolge nella rinnovabilità di risorse preziose come acqua e aria, nella riduzione delle sostanze inquinanti e nella mitigazione del clima. Temi, per altro, che in questi giorni sono stati oggetto delle manifestazioni di migliaia di giovani scesi in piazza a Pisa, in Toscana, in Italia e nel mondo».

«Gli ecosistemi – proseguono gli ambientalisti – con la loro biodiversità svolgono un’azione vitale sull’assorbimento delle emissioni di C02 e dei gas climalteranti. Non a caso la tutela dei parchi e delle aree protette e del verde urbano e periurbano è una delle misure richieste a gran voce in questa settimana di manifestazioni».

Da qui l’attenzione massima per il nuovo Piano del parco: «Preservare il Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è un valore inalienabile che si chiede di tutelare. Chiediamo quindi che nel processo di pianificazione venga integralmente preservato l’attuale perimetro del Parco, inteso come la somma di tutte le zonizzazioni, comprese quindi le cosiddette “aree esterne”, che in realtà a livello normativo sono aree interne al perimetro del Parco a tutti gli effetti».

«Qualunque altra interpretazione – è il monito delle associazioni ambientaliste – sarebbe da considerare come una “de-perimetrazione” del Parco stesso. Le eventuali ed auspicabili istituzioni di aree contigue (previste dalla legge 394/91 e dalla legge regionale 30/2015), andranno semmai reperite sul territorio esterno a tutto il perimetro dell’area protetta».

«Proprio l’attuale perimetro del Parco – ricordano in conclusione – ha reso possibile l’immediato blocco delle “attività di sversamento” che hanno provocato i cattivi odori a San Piero a Grado, cosa altrimenti impossibile in assenza delle tutele dovute alla presenza dell’area protetta. Uno status privilegiato che dovrebbe perciò essere esteso anche ai territori non tutelati dal Parco, invece di pensare di de-perimetrare alcune aree e ridurne i confini». —

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