Il Tirreno

Pisa

dopo il crollo dell’intonaco 

La rabbia dei genitori per il nido Rosati chiuso per 20 giorni

La rabbia dei genitori per il nido Rosati chiuso per 20 giorni

Dopo la paura per i propri figli, le famiglie presentano il conto «Stiamo pagando per vostri errori, la retta va ricalcolata»

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Pisa. «Siamo indignati per quanto avvenuto: è dovere dell’amministrazione comunale eseguire le giuste verifiche sugli edifici scolastici. Se il crollo fosse avvenuto durante le ore di presenza a scuola e non di notte, oggi saremmo qui a piangere una tragedia». È un passaggio della lettera aperta scritta dalle famiglie dell’asilo nido Rosati chiuso da martedì scorso per il distacco di una porzione di intonaco all’interno di un’aula. Una chiusura che si prolungherà per 20 giorni.

«Martedì scorso siamo stati invitati ad andare a prendere in anticipo i nostri piccoli per il crollo di intonaci dal soffitto – ricordano i genitori –. E da mercoledì i bambini e il personale sono stati dislocati in altri tre nidi ma oggi (ieri, ndr) l’assessora Sandra Munno ci ha avvisati che la situazione durerà almeno per i prossimi 20 giorni».

Dopo la paura una situazione di disagio che porta i genitori a chiamare in causa le manutenzioni fatte e non fatte dal Comune: «È vergognoso che durante i mesi estivi gli edifici non siano stati controllati. La giunta, tra chiusure dei servizi (vedi la materna Agazzi) e mancanza di manutenzione, sembra non avere alcun interesse ad investire nei servizi all’infanzia così necessari per le famiglie e per la crescita dei bambini».

A questo si aggiunge la rabbia per i problemi concreti che la soluzione d’emergenza presa dall’amministrazione comporta. «Chiediamo che si trovi subito una valida alternativa per i bambini dislocati nel nido del quartiere de I Passi. Molte famiglie non riescono a conciliare i tempi di lavoro e di gestione familiare accompagnando i bambini in un nido così lontano da quello di appartenenza. Chiediamo inoltre che i lavori vengano svolti con la massima urgenza per far sì che i piccoli e il personale possano tornare quanto prima a svolgere le proprie attività in un ambiente familiare e adeguato al progetto educativo proposto al nido Rosati».

Da qui la richiesta di chiarezza e risarcimenti: «Esigiamo – concludono le famiglie – che venga redatta una relazione che attesti la reale situazione della struttura e quali interventi necessari e urgenti siano stati fatti. Infine chiediamo che gli uffici scolastici tengano conto delle spese non previste che stiamo fronteggiando (trasporti, babysitter) e ricalcolino la retta di questo periodo». —

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