Sicurezza
BeeRiver si ispira anche alle tradizioni pisane
Daniele Maccheroni compone il comitato scientifico con Cantoni e Ferrigno «La mia Gilda dei Nani Birrai ha un legame stretto con la cultura cittadina»
PISA. Un importante ingranaggio del motore di BeeRiver è Daniele Maccheroni, che compone insieme al poliedrico giornalista e sommelier Simone Cantoni ed a Matteo Ferrigno il comitato scientifico a cui è affidato il compito di selezionare i birrifici artigianali italiani che partecipano alle diverse edizioni. Quella che si conclude oggi è l’ottava edizione di BeeRiver: i mille volti della birra artigianale accendono i riflettori sulle molteplici espressioni di un settore in effervescente espansione, tra pura e semplice gratificazione del palato, festosa socializzazione ed approfondimento culturale.
Ma come nasce la passione per la birra artigianale di Daniele Maccheroni? «Il mio percorso professionale inizia in Versilia, dove ho lavorato come chef nelle cucine di grandi ristoranti. Sono poi tornato nella mia città, Pisa, dove per due decadi e mezza ho mantenuto il timone di uno storico locale, il Mediceo. Qui è nata la passione per la birra attraverso la ricerca dei migliori abbinamenti con il cibo. Prima di diventare mastro birraio ha compiuto un breve tragitto come beer-firm (una beer-firm è un marchio privo di stabilimento produttivo che si appoggia agli impianti di altri birrifici). Il traguardo finale è stata la qualifica di biersommelier conseguita presso l’Università della Birra Doemens a Monaco di Baviera».
Questa passione è rimasta tale o è si è trasformata in qualcosa di maggiormente strutturato? «Nel novembre 2013 ho fondato La Gilda dei Nani Birrai con il socio ed amico di lunga data, Angelo Priamo. Insieme abbiamo trasformato la comune passione per la birra artigianale in un’iniziativa imprenditoriale incentrata sulla produzione. I nostri punti di riferimento sono almeno tre: una sintesi equilibrata tra creatività e attenzione per i dettagli, la ricerca di fornitori di qualità per impianti e materie prime e un controllo rigoroso sul processo di lavorazione e sulle sue esigenze, dai tempi di preparazione e maturazione alle temperature di fermentazione e affinamento. L’obiettivo? Proporre birre che siano specchio di queste premesse, fatte con devozione e capaci di trasmettere emozioni».
Che tipo di produzione offrite? «Il birrificio produce nove tipi di birre che coprono i diversi filoni espressivi. Essendo il primo birrificio con un impianto di produzione situato nel comune di Pisa, abbiamo coltivato un legame molto stretto con la cultura e le tradizioni cittadine, declinando l’iconografia del Gioco del Ponte in una caratterizzazione fantasy. Ad ogni birra è stato associato un personaggio nanico idealmente associato alle due Parti del Gioco: quella di Mezzogiorno esprime nani con barbe bionde o canute, a cui corrispondono birre bianche o chiare, quella di Tramontana schiera nani con barbe rosse o brune, che simboleggiano altrettante birre ambrate o scure».
Ideata nel 2016, BeeRiver ha conquistato una posizione di rilievo nel panorama degli eventi italiani dedicati alla birra artigianale confermando il valore attrattivo di un prodotto destinato ad un consumo accorto e consapevole. A differenza delle produzioni industriali, che ricorrono al filtraggio dei lieviti e alla tecnica della pastorizzazione, il movimento artigianale privilegia il corredo sensoriale. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
